Ranocchia è rinato all'Hull City ma non dimentica l'Inter: "Porte aperte"

Andrea Ranocchia resta concentrato sull'Hull City: "Non mi fa nessun effetto speciale ripensare a San Siro, mi hanno addossato colpe non mie".

"Sono veramente contento di quest'esperienza". Andrea Ranocchia fa il punto ai microfoni di 'Sky' della sua avventura con la maglia dell'Hull City, club che lo ha prelevato a gennaio in prestito dall'Inter.

"Qui mi chiamano tutti 'frog', all'inizio non capivano che era la traduzione inglese del mio cognome. Il modo in cui vivono la partita, l'atmosfera che c'è allo stadio, è tutto spettacolare. C'è un rispetto dell'avversario che non ho mai riscontrato prima, si sente che c'è divertimento".

Ranocchia ricorda gli stenti accusati dall'Inter con De Boer all'inizio della stagione: "Quando cambi allenatore ad agosto è complicato per tutti. Per noi fu uno choc, il mister non parlava italiano e in ritiro non abbiamo lavorato bene. Non era facile per lui trasmettere i suoi concetti".

Con l'arrivo di Pioli tutto è cambiato in meglio in casa Inter: "Ha dato subito un'impronta di gioco, una mentalità, delle regole. Non ha stravolto niente, ha solo messo molto bene in campo i giocatori e i risultati si stanno vedendo".

In Premier League Ranocchia si sta misurando con grandi attaccanti: gente, ad esempio, come Ibrahimovic ("Con la sua esperienza sa sempre dove arriva il pallone") e Vardy ("Lo vedrei molto bene in Serie A, è velocissimo").

L'esperienza inglese ha rigenerato il centrale di Assisi: "Sono contento, sto facendo bene e mi sto divertendo tantissimo, non vedo l'ora che arrivi il giorno della partita. L'obiettivo personale è tornare a grandi livelli, farò di tutto per salvare l'Hull City". Chiusura sul futuro: "Sono ancora un giocatore dell'Inter, lascio le porte aperte a tutto".

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