Raspadori, De Zerbi e i sogni che si realizzano: a Sassuolo il calcio che emoziona. E che dà speranza

Angelo Taglieri
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Progresso. Sì, un sostantivo che sta a significare una crescita, un cambiamento dettato a migliorare la propria condizione di partenza. Ma non solo. Nella provincia di Bologna, precisamente a Castel Maggiore, c'è una società dilettantistica che ha questo nome: Progresso. E lì, a 60 km da Sassuolo, nel 2008, a 8 anni, il piccolo Giacomo, che sognava grazie all'Inter e che da lì a un anno avrebbe affisso al muro della camerata il poster di Samuel Eto'o, ha iniziato a tirare calci a un pallone. E la stagione successiva, la stessa in cui il camerunese abbandonò il Barcellona per sposare i nerazzurri di Mourinho, Giacomo, che agli occhi degli osservatori era già Raspadori, abbracciò il neroverde, iniziand, inconsciamente, la propria scalata.

Ieri Raspadori ha fatto male alla Roma di Fonseca, anestetizzando le ambizioni Champions dei giallorossi, con la fascia da capitano al braccio. Una scelta precisa di Roberto De Zerbi, uno che sa sempre quel che fa. E pesa ogni minima scelta: "​Nel mio telefonino ho una foto di lui esordiente con la fascia di capitano. Ho deciso così per militanza e perché è una bella immagine per lui. E poi anche perché i sogni si realizzano nel calcio". Nelle sue dichiarazioni post partita, RDZ emoziona. Come va di moda sui social in questo periodo, ci si chiederebbe: "Quanti elementi nostalgici ci sono?". Abbastanza per premiare i sentimenti di chi vive di calcio: un ragazzino con una fascia al braccio quando il calcio era semplice spensieratezza prima che un mestiere; "una bella immagine per lui", dando importanza al percorso di chi ha fatto sacrifici per essere lì; e i sogni che si realizzano. Sì, perché ieri, De Zerbi, ha dimostrato che i sogni si possono realizzare. Non solo riempendosi la bocca, ma coi fatti. Nella realtà. Nella nostra Serie A.

E lo ha fatto, De Zerbi, avendo rispetto del passato, di quelle due anime che rappresentano il Sassuolo: Consigli, portiere arrivato al Sasòl quando era al top all'Atalanta, sintomo di una crescita di ambizioni, e Magnanelli, la storia partita dalla polvere dei campionati di periferia e arrivato all'Europa. Dopo un confronto con loro, il tecnico bresciano ha dato la fascia al talentino di casa, che è la terza anima del Sassuolo: quella cresciuta in casa, che ha vinto a livello giovanile (decisivo nella vittoria del campionato Berretti) e che brilla a livello internazionale, vedi l'Europeo Under 21. Passato, presente e futuro. Crescita. Anzi, Progresso. Che, a Sassuolo, fa rima con Raspadori.

@AngeTaglieri88