Razzismo: Mbandà, quando sei nato non sapevi cosa fosse odio

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Rugby Union - Six Nations Championship - Ireland vs Italy - Aviva Stadium, Dublin, Republic of Ireland - February 10, 2018   Ireland’s Dan Leavy shakes hands with Italy’s Maxime Mbanda at the end of the match    REUTERS/Russell Cheyne
Dan Leavy e Maxime Mbanda (REUTERS/Russell Cheyne)

"Quando sei nato non sapevi neppure cosa fosse l'odio. Se da bambino ti avessero chiesto di collegare il tuo idolo sportivo, magari di un'altra etnia, a un'immagine, avresti sicuramente scelto quella del Supereroe. Non quella della scimmia". E' il passaggio di un messaggio contro il razzismo negli stadi postato su Instagram da Maxime Mbandà, azzurro del rugby e delle Zebre di Parma, figlio di un congolese e di un'italiana e nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella.

"Siamo stanchi. È diventata quasi la quotidianità. Siamo nel 2021, e, al posto che pensare a cosa indossare quando arriveremo su Marte, stiamo ancora lottando contro noi stessi", scrive il rugbista, in seconda persona singolare.

"Probabilmente, oggi, fai un lavoro in cui ti ritrovi a contatto con persone che vengono da altri Paesi, che poi sono le stesse persone che incontri sui mezzi pubblici, nei ristoranti o che forse fanno addirittura parte nella tua compagnia. E mi chiedo: passi il tempo ad insultarle?". E ancora: "È proprio vero che il gruppo rende l'uomo stupido. E non si parla solo di stadi e di impianti sportivi, ma anche di luoghi di lavoro e spazi pubblici. Ma ciò che lo rende grave è che lo stadio è pieno di bambini, e di genitori che sono lì soltanto per trasmettere loro la passione per lo sport che si portano da una vita intera. E, chissà, magari anche tu sei genitore".

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