Rebic ci ricasca: i suoi eccessi inguaiano il Milan

Federico Albrizio
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Un altro rosso, un'altra squalifica. E ancora una volta in un momento delicato per il Milan. Ante Rebic ci è cascato di nuovo, si è fatto espellere nell'acceso finale di gara contro il Napoli per insulti all'arbitro Pasqua rimediando due giornate di stop che lo costringeranno a saltare il prossimo impegno con la Fiorentina e quello dopo la sosta con la Sampdoria. Pessima notizia per Pioli, perché l'indisponibilità del croato va ad aggravare una situazione già di emergenza in attacco in vista della Fiorentina, se si considerano l'ormai lunga assenza di Mandzukic e l'incertezza sulle condizioni di Leao e del rientrante Ibrahimovic. I suoi gol e le sue giocate hanno spesso fatto la fortuna dei rossoneri, ma allo stesso modo non è la prima volta in cui gli eccessi di Rebic mettono nei guai il Diavolo.

RECIDIVO - Basti pensare all'avvio di questa stagione, quando il Milan ha dovuto cominciare il suo cammino europeo senza l'attaccante croato. Tutta colpa di una squalifica rimediata ai tempi dell'Eintracht Francoforte, nell'ultima partita di Europa League giocata da Rebic con i tedeschi: espulso poco prima dell'intervallo contro lo Stasburgo per un duro fallo, ma ad appesantire la posizione dell'ex Fiorentina sono state le durissime proteste e gli insulti contro la squadra arbitrale. Insulti che gli sono valsi cinque giornate di squalifica, scontate quest'anno con il Diavolo nei tre turni preliminari e nelle prime due giornate della fase a gironi. Cinque all'epoca, due questa volta contro il Napoli, ma altre volte in rossonero ha dimostrato una certa fatica nel tenere a freno la lingua e si è lasciato andare a gesti provocatori: emblematica in questo l'esultanza polemica dopo il gol con la Roma, dito davanti alla bocca per zittire le critiche e altre espressioni non riferibili.

SENZA FRENI - Gli atteggiamenti sopra le righe non sono però l'unico problema, perché ad accompagnarli ci sono anche stati eccessi tecnici con interventi ben al di fuori dei limiti consentiti. Su tutti, il pericolosissimo fallo su Danilo in Juventus-Milan, semifinale di ritorno di Coppa Italia: rossoneri già in emergenza senza lo squalificato Ibrahimovic e costretti a recuperare dopo l'1-1 dell'andata a San Siro, dopo un rigore di Ronaldo parato da Donnarumma Rebic entra con il piede ad altezza viso di Danilo, colpito in pieno. Rosso diretto al 17' e partita irrimediabilmente compromessa per la squadra di Pioli. Punito in quell'occasione, ma non ne sono mancate altre in cui al croato è stato risparmiato il rosso in situazione nelle quali avrebbe potuto meritarlo. Sempre nella Coppa Italia 2019/20, polemiche feroci nei quarti di finale contro il Torino per una gomitata rifilata a Izzo al 36': giallo per il difensore granata e per Rebic che avrebbe però meritato l'espulsione, ma il VAR non ha corretto la decisione dell'arbitro, curiosamente lo stesso Pasqua che lo ha allontanato dal campo domenica. E anche quest'anno non è mancato un altro episodio al limite, contro l'Udinese alla 25esima giornata: al 24' Becao va in scivolata, Rebic non si ferma e lo colpisce con il piede al volto ferendolo, intervento oltre al limite ma il croato se la cava con un'ammonizione, scatenando le proteste dei friulani. L'esperienza di Rebic in rossonero è costellata sì di grandi giocate, ma anche di eccessi penalizzanti in momenti chiave della stagione. Eccessi che il Milan non può permettersi neanche ora, con un attacco spuntato tra infortuni e gol che non arrivano e una corsa Champions che si è fatta sempre più complicata. Il croato è però anche uno dei punti fermi ai quali si aggrappa il Diavolo nelle difficoltà e da lui si aspetta una reazione, già a partire dal ritorno degli ottavi di Europa League contro il Manchester United: lasciarsi i rossi e le squalifiche di troppo alle spalle e tornare a trascinare i rossoneri, la missione di Rebic è tracciata.

@Albri_Fede90