Redding: “Il problema del mancato titolo di Ducati era Bautista”

Lorenza D'Adderio
motorsport.com

Il team Aruba.it Ducati ha svelato oggi ad Imola la nuova Panigale V4 R che disputerà la stagione 2020 del mondiale Superbike e Scott Redding sarà uno dei due piloti chiamati a fermare il dominio Kawasaki. Il pilota britannico esordirà fra poco meno di tre settimane nel mondiale delle derivate di serie e sembra già a proprio agio.

Nei test ha dimostrato di avere un buon feeling in sella alla quattro cilindri e pensa già in grande. Redding spera di replicare gli ottimi risultati dello scorso anno a Phillip Island, dove inizierà il campionato. Conosce la pista e punta al successo: “Nei primi test in Superbike ero in top 3 e questo è importante per me, quindi sono tranquillo, mi sento a mio agio e possiamo continuare a lavorare sulla moto per poter essere sempre al top. L’obiettivo è vincere già a Phillip Island, ho esperienza su quella pista, lì ho perso un campionato in Moto2 e vorrei partire con una vittoria. È una delle mie piste preferite e non vedo per quale motivo non debba lottare per la vittoria. È difficile da dire ora, l’anno scorso Ducati ha dominato con Bautista, ma poi le regole da allora sono cambiate. Vedremo, i test sono una cosa e le gare un’altra completamente diversa. Io vado alle gare e provo a vincerle”.

Proprio l’egemonia di Bautista ha caratterizzato la prima parte della scorsa stagione, ma il titolo è tornato a Jonathan Rea dopo un crollo dello spagnolo a metà stagione. Scott Redding non ha peli sulla lingua e la sua idea è chiara. È convinto infatti che sia stato proprio l’ex pilota Ducati a perdere il titolo: “Credo che il problema fosse proprio Bautista. Aveva la mentalità per dominare e l’ha fatto, questo è il modo in cui si vincono le gare. Aveva un vantaggio sulla velocità in termini di peso, ma Jonny è stato molto paziente ed intelligente”.

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“Quando Alvaro è caduto la prima volta, non ha più dominato – prosegue Redding - voleva dimostrare di essere ancora in grado di farlo, ma è caduto di nuovo. Ha iniziato a sentire la pressione ed è caduto ancora una volta. Jonny ha poi iniziato a vincere ed il gap si è ridotto, così Alvaro si è messo nella posizione di difendere il campionato. Quando però arrivi a questo punto, sei già in difficoltà. Credo che Alvaro sia un buon pilota, magari con differenti temperature o condizioni sarebbe stato diverso. Avrebbe davvero dominato invece di vincere gare. Per me una vittoria è una vittoria, che sia di 15 secondi o di 1.5 secondi”.

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Il campione BSB in carica torna poi a parlare di sé e delle aspettative in vista di questa nuova avventura: “Può cambiare molto la vita, mentalmente più che altro. Ho corso molti anni in MotoGP, ho quasi vinto un titolo in Moto2, poi ho colto l’occasione di andare nel BSB. Qui voglio vincere, ho una delle migliori moto e sono in uno dei migliori team e sono uno dei piloti che può vincere. Con questo pacchetto possiamo lottare per il campionato. Che io lo vinca o meno, alla fine potrò dire di aver dato il 110% e potrò essere felice nella vita. Ora ho la moto per vincere, credo di poterlo fare e ho dato prova di esserne in grado. Migliaia di persone si sono sbagliate lo scorso anno, ma ora le persone credono in me invece di dubitare. Questo mi dà fiducia ed il mio obiettivo è vincere un campionato. Lo sogno da quando avevo 14 anni, non ci sono riuscito in GP e se riesco a realizzare questo sogno in Superbike sarà bellissimo per me e per Ducati”.

Per questo si sta preparando e continuerà a farlo anche in Australia, dove la Superbike proverà due giorni prima che inizi la stagione: “Sono abbastanza pronto per l’inizio della stagione. Appena sono salito sulla moto mi sono sentito a mio agio. Provare un long run nei test è stato utile, avrei voluto farlo anche a Portimao, ma abbiamo dovuto provare altre cose. Credo che avere un paio di giorni di test prima dell’inizio del campionato sia utile per me per provare ulteriormente la Superbike, le Pirelli. Tutto è nuovo per me, quindi sto imparando. Quando andrò su una pista nuova per me dovrò imparare velocemente e mi piace la sfida, quindi farò il mio meglio”.

“Non ho fatto richieste specifiche al team, solo di mettere la benzina e farmi scendere in pista. Non ho chiesto nulla in particolare, solo di avere la moto un po’ nervosa, perché mi piace sentirla che si muove e portarla vicino al limite. Ho mantenuto la moto uguale a come l’ho trovata, mi va bene e mi piace”.

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“Non c’è molto da migliorare, ma dobbiamo vedere alcune piste. Altri costruttori magari sono più costanti in altre condizioni, dobbiamo fare attenzione agli altri per capire dove sono forti e dobbiamo essere costanti. Per quanto mi riguarda si deve solo lavorare un po’ con il grip al posteriore, a Portimao ci abbiamo già lavorato e continueremo a farlo a Phillip Island, che ha delle curve lunghe. Una volta risolto questo punto, siamo pronti”.

Uno degli avversari da tenere sott’occhio sarà proprio Rea: “Non ho mai corso contro Jonny e abbiamo due tipi di carriere diverse. Ma ho visto alcune gare, è molto intelligente, è strategico. Se le cose non vanno come pensa, ha sempre un piano B, sono consapevole del fatto che ha molta esperienza. È difficile vederlo nei test, quindi ho detto anche ai ragazzi che dovevamo concentrarci su di noi, per questo ho corso in ogni condizione. Voglio essere preparato. Ci sono delle piste su cui non ho mai corso, ma non mi lamento, sono un pilota e devo guidare”.  

Il format del mondiale sarà forse l’aspetto più complicato per Redding, che però ha già avuto un assaggio nel BSB: “È stato difficile per me adattarmi al sistema di correre due gare, ero un po’ nervoso. Non si tratta tanto delle due gare, ma il fatto che devi fare le qualifiche nello stesso giorno della gara. Quindi devi entrare in due mentalità diverse nel giro di poche ore, il giorno dopo invece devi fare due gare. La prima volta che sono dovuto passare dalle qualifiche alle gare ho avuto difficoltà, ma ho imparato. Quest’anno abbiamo la Sprint Race, che non ho mai fatto. Però voglio essere davanti a tutti quando sventola la bandiera a scacchi”.

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Scott Redding, Aruba.it Racing Ducati, Chaz Davies, Aruba.it Racing Ducati and Aruba.it Racing Ducati Team Management

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