Riaperta l'inchiesta sulla morte di Pantani: i motivi

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Non trova pace Marco Pantani. 17 anni dopo la sua scomparsa è stata nuovamente riaperta l’indagine sulla morte del campione italiano.

Marco Pantani: la morte

Era la sera del 14 febbraio 2004 quando Marco Pantani fu ritrovato morto nella stanza D5 del residence “Le Rose” di Rimini, dove il ciclista avrebbe dovuto restare per quattro giorni. L’idea iniziale di Pantani, raccontata all’epoca ai suoi genitori, era quella di prendersi qualche giorno di ferie in montagna, salvo poi decidere di rientrare verso Rimini. Secondo il racconto di un tassista il campione aveva con sè come bagaglio solo pochi farmaci, contenuti in una busta in plastica. L’autopsia fatta sul morto di Marco rivelò che la morte, avvenuta tra le 11:30 e le 12:30, fu dovuta a un edema polmonare e cerebrale, conseguente ad un’overdose di cocaina e psicofarmaci.

Marco Pantani: riaperta l’indagine

La novita è che è stata riaperta per la terza volta l’indagine sulla morte di Marco Pantani. Si valuta il fascicolo per omicidio, contro ignoti, aperto due anni fa dopo l’invio dell’informativa della commissione parlamentare antimafia alla Procura riminese, nel 2019.

Marco Pantani: la conferma dell’avvocato

A confermare la notizia, che era già uscita su diverse testate, è stato lo stesso avvocato difensore della famiglia di Pantani, Fiorenzo Alessi. Ricordiamo che cinque anni fa l’inchiesta fu archiviata e fu esclusa l’ipotesi di omicidio.

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