Ribery nella Fiorentina di domani: orpello o fondamenta? Un ruolo da ripensare

Matteo Baldini
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L'avventura di Franck Ribery con la maglia della Fiorentina ha vissuto sempre sul filo tra sogno sportivo e rimpianto, tra storia da raccontare e parentesi non esaltante all'interno di una carriera epica. L'arrivo in pompa magna, con accoglienza da eroe al Franchi, lasciava presagire prospettive lontane da quelle che si sono poi verificate: due campionati caratterizzati da una salvezza conquistata stentando, l'anno scorso, e da una permanenza in Serie A ancora da mettere in cassaforte, in questa stagione. Il tutto passando dal boato del Franchi, vissuto solo parzialmente, al silenzio degli stadi al tempo del Covid-19, con porte chiuse e il solo eco del rimbalzo del pallone e delle grida del mister.

L'arrivo di Ribery in viola | ANDREAS SOLARO/Getty Images
L'arrivo di Ribery in viola | ANDREAS SOLARO/Getty Images

I numeri del francese in viola raccontano di 3 gol e 3 assist nella scorsa stagione e di 2 gol, arricchiti da 6 assist, nella stagione ancora in corso: un impatto che, stando ai dati, sembrerebbe marginale ma che in realtà ha rappresentato e rappresenta qualcosa di diverso. Il contributo di Ribery si lega a un salto di personalità e di approccio, a una crescita necessaria per competere a livelli più alti, a un ruolo fondamentale nella maturazione dei talenti più giovani. Poi resta quello che i numeri non raccontano: le giocate frutto di un'intelligenza calcistica superiore, la voglia di dare tutto a prescindere dalla carta d'identità e di allenarsi al massimo ogni giorno.

L'infortunio contro il Lecce | Gabriele Maltinti/Getty Images
L'infortunio contro il Lecce | Gabriele Maltinti/Getty Images

Nelle settimane in cui si parla più che mai del futuro di Ribery, dunque, quale può essere il punto di vista più equilibrato sul destino calcistico del francese? Sarebbe ingeneroso farne solo un fatto d'ingaggio e di età, considerando Ribery alla stregua di un "esubero" da piazzare ma, al contempo, i discorsi sul suo futuro non possono e non devono spostare l'attenzione da quel che davvero sarà strategico e basilare per il club. Capire chi sarà a pianificare e affrontare il mercato, puntare sull'allenatore che dovrà guidare il riscatto dopo anni di delusioni, individuare in sostanza i tratti e i capisaldi del nuovo corso.

I vertici viola | Gabriele Maltinti/Getty Images
I vertici viola | Gabriele Maltinti/Getty Images

Solo alla luce di questi aspetti sarà possibile capire cosa sarà Ribery, eventualmente, dentro la prossima Fiorentina: la soluzione ideale potrebbe essere quella di vivere il campione francese come un gioiello capace di impreziosire un'opera già valida in sé, non dunque il fuoriclasse a cui aggrapparsi nei momenti difficili e il solo barlume in un contesto altrimenti cupo. In questo senso sarà cruciale il ritorno dei tifosi allo stadio: prolungare il rapporto col club ancora per una stagione per godersi finalmente, e con più leggerezza, l'abbraccio di quei tifosi che (loro malgrado) hanno potuto assaporare solo a distanza, e a piccole dosi, le giocate dell'ex Bayern.

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