Riparte L'Nba ma commissioner avverte: "Potremmo anche fermarci"

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Askanews

Roma, 27 giu. (askanews) - RIparte L'Nba. Si comincia il 30 luglio nella bolla di Disney World, a Orlando, in Florida dove si disputer la parte finale della stagione interrotta dal covid 19. A dare il via alle danze ci saranno i Pelicans di Nicol Melli e Zion Williamson, che il 30 luglio sfideranno gli Utah Jazz, proprio la squadra che, con la positivit di Rudy Gobert lo scorso 11 marzo, aveva di fatto costretto Adam Silver a fermare il campionato. Ma il 30 luglio sar anche il giorno del derby di Los Angeles con Lakers e Clippers che si giocano in Florida il titolo della Western Conference. Il 31 luglio sar la volta di Marco Belinelli Con i suoi Spurs che sfideranno Sacramento mentre Danilo Gallinari dovr aspettare il primo agosto per fare il suo esordio al Espn Wide World of Sports di Disney World contro i Jazz. Nei 16 giorni destinati al completamento della regular season andr in scena un solo derby azzurro: domenica 9 agosto Spurs-Pelicans che potrebbe valere il nono posto e l'ultimo biglietto utile pe giocarsi i playoff. Le squadre Nba arriveranno a Orlando tra il 7 e il 9 luglio, il 30 poi inizieranno ufficialmente le danze. Preoccupano i contagi. "Stiamo monitorando la situazione - afferma il commissionera della Nba Silver -, certo la cosa ci preoccupa ma sappiamo anche che il nostro 'campus' sar protetto nel miglior modo possibile. Stiamo anche discutendo con la Disney per poter testare in maniera frequente anche gli impiegati che avranno contatti con i giocatori. Se all'interno della nostra comunit ci dovesse essere una diffusione significativa del virus, allora potremmo fermarci definitivamente. Nessuna opzione ci avrebbe mai messo al riparo da tutti i rischi: ormai chiaro che il virus non se ne andr in fretta per cui dovremo imparare a conviverci, perch non c' altra scelta. Cosa succede se troviamo un positivo? Il giocatore entrer in quarantena e la squadra dovr farne a meno per un periodo secondo i nostri protocolli interni un po' come succede nel caso di un infortunio durante la normale stagione. Ma la NBA non si fermer, non per un singolo caso, non per un numero limitato di giocatori positivi." Nel frattempo, gli Stati Uniti sembrano rivivere un nuovo periodo di diffusione del virus. Anche la Florida stata fortemente colpita con migliaia di casi al giorno. Silver, per, difende la sua scelta di aver voluto creare una bolla in quel territorio: "Perch la Florida? Siamo convinti che Orlando sia ancora la miglior opzione possibile: qui ci sentiamo al sicuro. Dovessimo riprendere una decisione oggi, sceglieremo comunque Orlando. Abbiamo organizzato una bolla che ci assicura di essere isolati dal mondo esterno".

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