I rituali pre-partita di Lampard: "Porto fuori il cane, vado in palestra e mangio pasta"

Frank Lampard, attuale tecnico del Chelsea, crede nella superstizione e racconta i suoi rituali prepartita: "Sento di poter influenzare il risultato".
Frank Lampard, attuale tecnico del Chelsea, crede nella superstizione e racconta i suoi rituali prepartita: "Sento di poter influenzare il risultato".

La superstizione nel mondo del calcio, si sa, è da sempre presente. Anche i campioni hanno i loro rituali, e allo stesso modo gli allenatori. Frank Lampard, ad esempio, ha mantenuto delle abitudini sia quando era calciatore, sia ora che si siede sulla panchina del Chelsea.


Il vincitore del premio di allenatore del mese di ottobre ha raccontato quali siano i suoi rituali e quanta importanza abbiano. E, visti i risultati sia da tecnico che da calciatore, ci sono delle ottime ragioni per poter avere fiducia in queste abitudini.

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"Se non faccio quelle cose, poi sento di poter influenzare il risultato, anche se è ridicolo. Alcune volte non porto a passeggio il cane. Mia figlia ha un anno e qualche volta devo far altro.  Non credo sia una cosa razionale, ma mi piace portare fuori il cane. Se fosse stato qualcosa di doloroso, avrei smesso. Ma mi piace andare in palestra, portare il cane a passeggio, mangiare la pasta prima della partita. Quindi mantengo certe abitudini. E se non vinciamo…”.

La passeggiata con il cane è davvero un punto fermo delle superstizioni di Lampard, che ha anche un tragitto e delle abitudini ben definite, così come in palestra.

“La porto fuori di mattina. Le metto il guinzaglio, la porto verso il bar, prendo il mio caffè da portare via, pulisco i suoi escrementi, la riporto a casa e poi vado all’allenamento. Mi aiuta a liberare la mente. Così come in palestra, passo lo stesso tempo a pedalare e a correre. È un’altra delle superstizioni che ho”.

L'attuale manager del Chelsea ha comunque sottolineato che non è l'unico ad avere dei rituali ben definiti pre-partita e cita John Terry come un altro esempio di calciatore superstizioso.

"Lo facevo già da giocatore, è una pratica diffusa nello spogliatoio. Anche John Terry aveva molte abitudini. Non ci faccio affidamento, ma penso che mostri quanto si ha voglia di fare bene”.

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