Rivoluzione F1: solo due motori e token già nel 2020?

Franco Nugnes
motorsport.com

C’è una novità. Importante. La stagione 2020 di F1 vuole anticipare le limitazioni tecniche che sarebbero dovute scattare nel 2021 per evitare che le monoposto di quest’anno possano essere sviluppate l’anno prossimo con un aggravio di costi, nel tentativo di uscire dalla grave crisi economica che la pandemia del COVID-19 ha scatenato nel mondo e anche nel paddock dei GP.

Le decisioni prese nello Sporting Working Group dovrebbero essere ratificate con un voto della F1 Commission oggi prima di passare alla delibera del Consiglio Mondiale.

Risultato? Le macchine dovrebbero avere update limitati perché la logica dei gettoni di sviluppo sarebbe adottata anche per quest’anno. Non solo, ma i motori non potranno più essere tre, come è scritto a regolamento, ma saranno limitati a due.

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Ed è una rivoluzione silenziosa che può essere causata da due motivi molto diversi: primo, si vogliono tagliare drasticamente i costi dei motori (i Costruttori realizzano oltre 100 unità l’anno per omologarne tre a stagione!); secondo, il calendario di questo campionato è destinato a smagrirsi nonostante i proclami e, alla fine, se si partirà con il GP d’Austria il 5 luglio, non saranno certo 18 le gare che effettivamente si disputeranno. Se così fosse avrebbe un senso, ma...

In realtà la Formula 1 avrebbe deciso di proseguire con sole due power unit a stagione anche nel 2021, per cui questo diventerà lo standard in materia di motori. Ciò richiederebbe un lavoro importante per allungare la vita degli attuali propulsori da 7 GP fino a 11 GP.

Si tratta di una sfida tecnologica importante che porterà inevitabilmente ad abbassare la soglia di potenza delle power unit per incrementare la durata. L’affidabilità, quindi, diventerà un parametro da ritrovare in un lasso di tempo molto risicato specie se Liberty riuscirà a fare partire la stagione, costruendo un calendario con 18 appuntamenti.

E, allora, non è detto che la scala di valori motoristica che abbiamo osservato nei test di Barcellona sia ancora valida, perché questo cambio di regole deciso nello Sporting Working Group avrà effetti clamorosi e non prevedibili.

La Ferrari, per esempio, alle prese con una SF1000 che non è nata vincente, rischia di essere una macchina “morta” ancora prima di fare il suo debutto. Con due token di sviluppo soltanto in questa stagione, la Rossa rischia di essere una monoposto castrata nel confronto con Mercedes W11 e Red Bull RB16.

Il team di Maranello rischia di vedere compromesse due stagione per la decisione draconiana della F1 di risparmiare: si dice che si vogliono salvare le (molte) squadre in crisi, ma in realtà si aiutano in modo concreto quelle che hanno già acquisito un vantaggio tecnico...

 

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