Roma: bilancio senza plusvalenze, ma il Decreto Liquidità salva Pallotta. Da Friedkin alle cordate USA, la via d'uscita entro il 31 agosto

Calciomercato.com

Il 30 giugno è passato e in casa Roma, a differenza degli ultimi anni, non si sono fatte registrare operazioni di mercato importanti atte a sistemare un bilancio che, come previsto, è stato chiuso con un deficit sostenuto. La previsione è stata infatti confermata e si va verso un rosso di circa 130 milioni che preoccupa soprattutto i responsabili dei conti giallorossi. Il patron James Pallotta è stato messo in un angolo da soci e investitori e ora rimane soltanto un'unica via d'uscita che però ha una deadline.

SITUAZIONE A RISCHIO - Va sottolineato che a fine marzo 2020 la situazione debitoria aveva allertato i revisori dei conti al punto che la perdita aveva ridotto il capitale sociale di oltre un terzo portandolo al di sotto del limite legale imposto dall'articolo 2.447 del codice civile. Un problema serio a cui di anno in anno la Roma ha posto rimedio sia con aumenti di capitali realizzati dalla proprietà, sia attraverso le arcinote operazioni di mercato con il fine di generare plusvalenze.

DECRETO LIQUIDITA' - Il caos Coronavirus ha però fornito anche un piccolo assist al presidente Pallotta che, inevitabilmente, lo ha colto e trasformato in un vantaggio. La Roma ha scelto di aderire a tutte le opportunità offerte dal Decreto Liquidità per aziende che, per colpa dell'emergenza Covid-19 si sono trovate in una situazione in cui le perdite hanno creato problemi di patrimonio. Di fatto il Decreto sospende gli interventi per ripristinare il capitale sociale fino al 31 dicembre 2020 e dà quindi più margine a Pallotta per rientrare dal rosso.

VIA DI USCITA AL 31 AGOSTO - L'assenza di fretta per le plusvalenze è quindi legata al Decreto Liquidità (grazie a cui è stata anche inoltrata la richiesta di un prestito da 6 milioni di euro a garanzia statale alla Banca Popolare del Lazio), ma il problema così è stato soltanto rimandato. I soci americani di Pallotta hanno messo il presidente alle corde e stanno spingendo con forza verso la cessione, a qualunque costo, e nel più breve tempo possibile. Secondo quanto appreso, la deadline che si sono dati i partner del patron giallorosso è quella del 31 agosto, ovvero entro la fine dell'attuale stagione sportiva.

FRIEDKIN E LE CORDATE - Come confermato dall'ad Guido Fienga, per sanare l'attuale situazione debitoria servirà, oltre all'aumento di capitale della proprietà già programmato a ottobre, "l'apporto di risorse da nuovi investitori". Ed è proprio qui che Pallotta sta giocando la partita più importante, perché per chiudere la cessione entro il 31 agosto si dovrà accelerare. Dan Friedkin resta il compratore a cui la holding del patron sta dando la priorità, ma l'offerta base resta bassa e non supera i 575 milioni. In ambienti finanziari si vocifera di almeno altre due cordate interessate, di cui una vicina ai soci fondatori del gruppo Amazon, ma l'ipotesi di un'asta resta non solo lontana ma soprattutto improbabile. Cosa farà Pallotta? E soprattutto in quale direzione spingeranno i soci che sono vicini a lasciarlo isolato? Solo la qualificazione alla prossima Champions League o l'ok definitivo alla costruzione del nuovo stadio animerebbero una trattativa che resta fredda, ma entrambi gli scenari sono ad oggi difficilmente percorribili.

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