Roma-Juve, le pagelle di CM: Szczesny salvatore, De Sciglio eroe. Top Dybala, Pellegrini croce e delizia. Smalling...

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  • Paulo Dybala
    Paulo Dybala
    Calciatore argentino

Roma-Juventus 3-4

Roma

Rui Patricio 5,5: Solo il tiro imparabile di Dybala nel primo tempo. Nella ripresa il copione cambia totalmente. I pericoli arrivano tutti insieme e lui fa ben poco per far passare la paura di una notte psicologicamente devastante. Nessuna colpa specifica ma poca reattività.

Maitland-Niles 5,5: Conosce a malapena la differenza tra buongiorno e buonasera in italiano, ma sa come dare del tu al pallone e confeziona palloni semplici e per niente banali. Troppo spazio a Chiesa in occasione del gol di Dybala e qualche cross sballat. Poi nella ripresa resta pure lui a bocca spalancata.

Smalling 5: Finale horror dopo un'ora ottima. Sfida allo specchio con Kean e gioco delle due torri di nuovo con Abraham in area juventina. Il gigante inglese come al solito regge bene la scena e giganteggia in una difesa che soffre pochissimo per oltre un’ora e sembra dimostrarsi vaccinata per il ritorno allo schieramento a quattro. Poi pure lui si rilassa troppo e arrivano due gol, il terzo è al 90% sua responsabilità.

Ibanez 4,5: Leggero ritardo in uscita sul colpo di genio di Dybala e ancora qualche scoria di black-out milanese come dimostra il tocco malvagio che per poco non manda in porta Kulusuveski.

Vina 5,5: L’uruguayano si concentra a mordere talloni e quant’altro a chi capita da quella parte. Lo fa con dedizione e pazienza, quella che non usa quando gioca palloni di pura frenesia e fastidio. Però rispetto a Milano ne combina poche e ne sbroglia tante. Fino a quei setti minuti di psicodramma collettivo.

Veretout 5,5: Calcia l’angolo dal qualche nasce il fiore del gol di Abraham per poi andare a dare una mano in regia. E invece alla fine a oltreppasare ampiamente la dogana sono gli juventini. (33’st Perez sv: tentativi vani)

Cristante 6: Un passo oltre la linea dei difensori a equilibrare i reparti ma pure a strappare palloni e tentare ripartenze più o meno fortunate. Nel finale perde le distanze pure lui e si becca un giallo pesante oltre a infilate da tutte le parti.

Mkhitaryan 6,5: Prova come al solito ad alzare il livello della conversazione. In alcune occasioni servirebbe maggiore concretezza. Quella che usa a inizio ripresa quando sfrutta una deviazione e trova il gol del 2-1. Ci riprova pure nel finale senza successo

Pellegrini 6: Altro passaggio dantesco dal Paradiso all’Inferno. La magia su punizione che chiude la partita sotto gli occhi di Totti è roba da registrare, abbelilre con una colonna sonora cazzuta e conservare nel file “Ricordi indelebili”. Esecuzione perfetta del capitano in una settimana dura. Poi c’è la discesa nell’Ade col rigore divorato sotto la sua Sud. Un errore che costa tanto, e che difficilmente dimenticherà. (87’ Mayoral sv)

Felix 6,5: Appena vede un pallone in verticale gli corre dietro in stile Sonic. Da quella parte però viaggia a velocità estrema pure Cuadrado. Prende pure il fallo del 3-1. Poi esce. (71’ Shomurodov 5,5: non mette la stessa corsa, non usa sempre bene il fisico)

Abraham 7: Terza perla di fila contro una grande. Di testa brucia Rugani e fa esplodere metà Olimpico. Poi lo fa spaventare prima di deliziarlo ancora con qualche tocco di magia e con un lavoro tra i reparti che soddisferebbe qualsiasi allenatore. Nel finale rimedia il rigore e il rosso a de Ligt.

Mourinho 5: Rivoluziona di nuovo la Roma e il modulo, con poche costanti: una è costituita dall’antipatia arbitrale, l’altra dall’umoralità che porta questa squadra a toccare il Paradiso e sprofondare all’Inferno in meno di mezz’ora. Nel primo tempo l’approccio è ottimo ed è la sua squadra a creare i pericoli maggiori nella sfida tra scontenti con Allegri. Nella ripresa prima c’è la prestazione di Bergamo e la Roma schianta una Juve fragile e mal messa. Poi entra la Roma vista con l’Inter. E arriva la rimonta juventina. Uno psicodramma.

Juventus

Szczesny 7: sui gol può fare poco, è la Juve che è sempre troppo passiva in queste situazioni. E parando il rigore può definitivamente archiviare gli errori di inizio campionato segnando un bel più nel computo tra punti persi e guadagnati grazie a lui. Cuadrado 6,5: macchia una prestazione ordinata con un'ammonizione evitabile che gli farà saltare la Supercoppa. Poi ci mette la testa sull'occasione del 3-3 e sulla destra è il solito trascinatore quando la Juve si sveglia. De Ligt 5,5: si ritrova a dover guidare una difesa inedita, quasi improvvisata, va in affanno pure lui fino al doppio giallo e a quel rigore un po' così. Rugani 5,5: dai e dai, da corner arriva il gol con lui che si ritrova tra due fuochi. De Sciglio 7: anche sfortunato quando devia imparabilmente il tiro di Mkhitaryan, trova un gol di fondamentale importanza oltre che di pregevole fattura. Bentancur 5: entra, esce, a due, a tre...l'involuzione continua, almeno quella di rendimento (18' st Arthur 6,5: la palla gira con altro ritmo quando entra) Locatelli 6,5: non sale mai in cattedra, spazzato via anche lui dalle folate giallorosse. L'ingresso di Arthur gli consente di liberarsi dai soli compiti difensivi e con un inserimento perfetto riapre i giochi. McKennie 6,5: corre tanto, fa il suo in ogni zona del campo (ne cambia diverse), un fattore nella ripresa. Dybala 7: un lampo nel buio, la Juve si aggrappa al suo sinistro soprattutto nei momenti di difficoltà (37' st Chiellini sv). Chiesa 6,5: innesca Dybala e in generale è sempre l'unico a cambiare marcia, notizia tremenda il suo infortunio (32' pt Kulusevski 6,5: appare sempre svogliato, così non convince Allegri a dargli fiducia e senza fiducia appare sempre più indolente. È però al posto giusto nel momento giusto quando trova il gol del 3-3). Kean 5: nullo, semplicemente (18' st Morata 6,5: cambia volto alla Juve, un assist e mezzo, il giusto spirito).

All. Allegri (in panchina Landucci) 6,5: partita tanto schizofrenica da non capire dove iniziano i meriti della Juve e dove i demeriti della Roma. Squadra pessima per oltre un'ora, all'improvviso trova cuore e gol, anche fortuna. Ne viene fuori una vittoria clamorosa.

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