Roma, la rivoluzione non fa sconti: troppi infortuni, anche preparatori e medici rischiano grosso

Andrea Distaso
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Rivoluzione. E' questa la parola d'ordine in voga ormai da diverse settimane a Roma e a Trigoria, pronunciata a voce ancora più alta dalla famiglia Friedkin nelle ultimissime ore dopo la debacle contro il Manchester United in Europa League che ha rappresentato la sentenza di condanna definitiva per l'allenatore Paulo Fonseca. Sarà il primo a pagare il portoghese, la cui posizione è addirittura in bilico in questo finale di campionato. Ieri, dopo il rientro dalla trasferta inglese, ha abbandonato il centro sportivo in compagnia del proprio agente, possibile segnale che qualcosa si stia muovendo. Ma non sarà l'unico a saltare, perché la proprietà statunitense ha deciso di andare fino in fondo e di risolvere tutte le criticità che hanno accompagnato una stagione ricca di incomprensioni ed errori. E anche lo staff medico finisce pesantemente nel mirino (LEGGI QUI LA SITUAZIONE DEI 5 INFORTUNATI)

TROPPI STOP - Sono tanti, troppi, gli infortuni che hanno contraddistinto in particolare le ultime due annate della Roma. Guai muscolari, problemi di natura traumatica e conseguenti ricadute che hanno pagare a Fonseca e ai suoi calciatori un tributo troppo alto per essere ignorato e che hanno condizionato e non poco il rendimento della squadra giallorossa. Addirittura da record i tre ko maturati nel primo tempo della sfida contro i Red Devils, dove si sono fermati Pau Lopez (da valutare la possibilità dell'intervento chirurgico alla spalla), Smalling e Spinazzola, vittime soprattutto questi ultimi di ripetuti infortuni a livello muscolare. C'è chi evidenzia la scelta della società di aver puntato su alcuni calciatori non più giovanissimi o comunque "logori", come il centrale inglese, piuttosto che Pedro e Mkhitaryan, ma ad andare per la maggiore è l'idea che qualcosa non abbia funzionato nello staff, a livello di preparazione, prevenzione e gestione.

TUTTI SOTTO ESAME - Sparito l'alibi dei campi di Trigoria, che l'ex ds Petrachi giudicava troppo duri e che sono stati tutti completamente o parzialmente sistemati, il patron Dan Friedkin e il figlio Ryan ritengono che non siano mancati errori di natura umana da parte del personale responsabile della cura dei calciatori. Tutti sotto esame, compresi medici e fisioterapisti e, in vista dei cambiamenti nell'area tecnica che saranno portata avanti da Tiago Pinto e, molto verosimilmente, da Maurizio Sarri, non sono da escludere altri movimenti per riportare a Roma e nella Roma un'efficenza a tutti i livelli, in tutti i settori. Rivoluzione: é questa la parola d'ordine in voga ormai da diverse settimane a Roma e a Trigoria e da qualche giorno la si sente ancora più forte.