Roma, l'ex presidente Pallotta: ''Monchi non sapeva chi fosse Zaniolo. Totti voleva fare l'allenatore''

Francesco Giagnorio
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Nel corso di un'intervista rilasciata al The Athletic l'ex presidente della Roma James Pallotta è tornato a parlare del passato della sua Roma, spaziando da attacchi all'ex ds Monchi fino alla decisione sulle leggende Totti e De Rossi. Nel mezzo il racconto sul nuovo stadio e anche il rapporto con Spalletti.

L'ex presidente giallorosso esordisce così: "La Roma sarà sempre nella mia testa e nel mio cuore, è stata una parte importante della mia vita e molti non realizzano quanto io l’abbia amata”.

Riguardo la questione del nuovo stadio, Pallotta spiega così la sua posizione: “Avevamo grandi sponsor che volevano essere coinvolti. La Coca-Cola era una di questi. Sono andato ad Atlanta per parlare con loro. Sapevamo di avere enormi opportunità di generare ricavi che sarebbero stati reinvestiti nella squadra. Si diceva che Pallotta voleva costruire uno stadio solo per fare soldi per se stesso. Invece era strutturato sotto una holding, quindi c’era la squadra da una parte e lo stadio dall’altra. Dovevamo farlo per evitare il fallimento nel caso in cui fosse successo qualcosa allo stadio”. Sempre riguardo gli sponsor, duro attacco a Nike: “Mi aveva detto che avrebbe trattato la Roma come il Barcellona. Se sei un idiota come me ci credi. Ma non fu così”.

Pallotta poi parla della bandiera Francesco Totti: “Voleva fare l’allenatore, ma io gli dissi che doveva capire che per allenare non solo avrebbe dovuto studiare, ma farlo per 80 ore a settimana e che non capivo perché volesse farlo. E allora gli abbiamo portato dei professori e abbastanza rapidamente decise che allenare non fosse la cosa giusta per lui. Abbiamo parlato di coinvolgerlo nel marketing, in modo tale che avrebbe potuto aiutare a chiudere certi affari. Da possibile direttore tecnico aveva degli input, e noi veramente volevamo che ne avesse anche di più. Lo abbiamo invitato numerose volte a Boston per le riunioni, a Nantucket, a Londra. Gli dissi: ‘Sarebbe fantastico se lavorassi con noi nello scouting, per trovare i talenti e farli crescere’'

Da Totti si passa subito a De Rossi: “Non traevo vantaggi dal veder ritirare due dei giocatori più importanti di sempre. Con loro abbiamo fatto quello che pensavamo fosse giusto per la squadra”
Per quanto riguarda l'ex mister Spalletti invece: “Con Luciano ho un ottimo rapporto. Ha sempre pensato che ci fossero persone che gli sparavano addosso”.

Parole al veleno infine per Monchi: “Monchi non voleva ricevere aiuto, non ascoltava nessuno. Ho sbagliato a fidarmi di lui”. Racconta poi un aneddoto riguardante l'arrivo di Zaniolo, sottolineando come sia stato opera di Franco Baldini: ''Zaniolo è arrivato al 100% grazie a Franco che ha chiamato l’Inter e gli ha detto che avrebbe voluto Zaniolo. La risposta di Monchi è stata: Chi è?’'.

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