Roma, Matic e la difesa posizionale di Mourinho: la coesistenza con Cristante e l'eredità di Mkhitaryan

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Matic arriva a Trigoria per ‘ricongiungimento familiare’. Nel senso che tra lui e Mou c’è quasi un legame di parentela, talmente è forte la stima reciproca, maturata negli anni di Londra e Manchester. Finalmente il tecnico portoghese ha il suo pilone di centrocampo anche qui in Italia. Un armadio dai piedi buoni, che non deve nemmeno essere montato. Ci appoggi sopra due o tre concetti e funziona, perché non manca di esperienza e personalità. Sarà interessante capire come Mourinho, sempre per non uscire di metafora, vorrà completare ‘l’arredamento’ del centrocampo giallorosso 22/23, considerando che ha appena perso Mkhitaryan, l’armeno che molto spazio copriva e molto illuminava. E dal momento che Mou apprezza tanto Cristante, converrà anche domandarsi se è prevista una qualche forma di coesistenza fra il gigante serbo appena acquistato e il centrocampista italiano noto per la sua duttilità, ma utilizzato finora da José in un’unica maniera.

L’ULTIMO ANNO DI MATIC - Nel suo ultimo anno di Manchester United, Matic ha accumulato in Premier 23 presenze, di cui 16 da titolare, mentre in Champions 8, di cui però soltanto una nei primi undici (l’ultima del Girone F, contro gli Young Boys, ossia la meno importante). Nella competizione europea, infatti, si nota il principale calo di impiego rispetto anche solo all’anno precedente, cosa che a questi livelli costituisce sempre un indizio. In ogni caso non stiamo certo parlando di ‘uno che non giocava’. Specialmente in campionato, anzi, lo abbiamo visto protagonista anche nel periodo Rangnick, come ad esempio nella vittoria per 3 a 2 contro il Tottenham di Conte.

In questa immagine vediamo uno sviluppo del 4-2-3-1 del tecnico tedesco, dove oltre ad ammirare un bel lancio di mancino per Sancho (Matic è mancino) da cui si genererà il gol di CR7, possiamo osservare come fra i tre centrocampisti dei Red Devils sia proprio il serbo a fungere da riferimento più arretrato. È un 4-2-3-1 che può facilmente assumere l’aspetto di un 4-3-3, quando Fred si sgancia appena e sale alla maniera di una mezzala destra. A quel punto Matic resta a guardia della difesa, come fosse un vertice basso. Ne conseguono poi certi compiti di regia.Nella stessa partita ecco invece qui sotto un accartocciamento difensivo estremo, dove addirittura tutti gli attaccanti del Manchester, Ronaldo compreso, collaborano, e il solo Pogba resta ‘fuori’. Matic è ben piazzato dentro l’area e legato al compagno di reparto Fred (va sottolineata questa ripartizione dei compiti fra i tre centrocampisti).

Guardate il cono d’ombra che idealmente è in grado di proiettare Matic dietro di sé in queste circostanze. È fondamentale avere giocatori alti e grossi, se si ha in mente di sfruttare lunghe fasi di difesa posizionale nell’arco di una partita. E a Mourinho sappiamo che tutto questo piace. Un conto è difendere bassi o addirittura nella propria area con Villar, un conto è farlo con Matic, va da sé. In questo senso sia la cessione dello spagnolo durante l’anno, sia l’acquisto del serbo oggi sono estremamente coerenti alla visione del calcio del tecnico portoghese.

Il rischio tuttavia è quello di subire la rapidità e le triangolazioni nello stretto di piccoletti tecnici e veloci, sebbene Matic coi suoi piedoni e i suoi gamboni sia un mago dell’intercetto. Sopra riporto un esempio tratto stavolta da Arsenal-Manchester (3-1), nel quale si vede il serbo in leggero ritardo e preso in mezzo da una triangolazione tra Saka e Odegaard. In questa partita il compagno di reparto del gigante Matic è lo scozzese McTominay. Sempre un compagno più dinamico, come prima lo era Fred. Qui sotto Matic, pronto a crossare col mancino, sta per regalare un assist a CR7. A fine anno saranno 4 in tutto.

GIOCO AEREO - Parlavo poco fa di cono d’ombra e centimetri in fase difensiva, ma è chiaro che l’uno e novantaquattro di Matic si farà sentire anche sulle palle inattive in attacco, un fondamentale che è già ben interpretato dalla Roma di Mourinho con i suoi tanti saltatori. Proprio contro l’Arsenal, in quella stessa partita, i Red Devils guadagnarono un rigore grazie a una torre del serbo sul secondo palo, fermata irregolarmente da un braccio alto. Giusto un esempio…

MATIC E/O CRISTANTE? - Possiamo concludere tentando di dare qualche risposta all’interrogativo iniziale su Cristante: che ne sarà di lui, con l’arrivo di Matic? Sappiamo della sua importanza nella Roma che ha costruito finora Mourinho. Basti pensare alla formazione titolare della finale di Conference: in panchina c’era gente come Oliveira e Veretout.

Insomma, partito Mkhitaryan, Matic non arriva per portare quella funzione appena perduta, questo è palese. Non è il giocatore dinamico che lega le due fasi con il brio dell’armeno, ovviamente. Dunque è legittimo chiedersi che ne sarà di Cristante il mediano. Non si scappa dalle seguenti tre prospettive. Ipotesi uno: la Roma si rifarà completamente il centrocampo, acquistando un invasore tecnico (Frattesi o un nome più importante) da piazzare al fianco di Matic (con Cristante nelle rotazioni o ceduto). Ipotesi due: la Roma utilizzerà Matic e Cristante come due pilastri ben bloccati, a protezione della linea difensiva e in tal maniera in grado di sostenere un tridente o i quattro offensivi tipici del 4-2-3-1 che aveva in testa Mou a inizio stagione. Terza ipotesi, Cristante, sempre al fianco di Matic, recupererà il suo passato da invasore all’Atalanta (faceva addirittura il trequartista, se ricordate) e verrà ‘liberato’ dalla presenza del serbo.

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