Roma, primi fischi all'Olimpico per Mourinho: dubbi e alibi, i tifosi iniziano a spazientirsi. E le 'riserve'...

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I primi fischi, i forti dubbi. La Roma di Mourinho stasera ha fatto arrabbiare anche quei 40 mila dell’Olimpico che finora avevano sostenuto senza remore la squadra allenata dal portoghese. Anche dopo il 6-1 dell’andata, anche dopo l’ennesimo flop contro una big in campionato. Gli errori arbitrali (che nessuno vuole nascondere e che pesano anche oggi) non possono più bastare a coprire gli enormi problemi della Roma visti anche nel ritorno col Bodo. I norvegesi sono apparsi più organizzati, più precisi, più forti atleticamente.

I PRIMI FISCHI - Una sensazione provata sulla pelle dei tifosi all’Olimpico innervositi dai continui errori a centrocampo e da quel dialogo offensivo che si è perso incredibilmente dopo la sconfitta di Verona. Sono arrivati i fischi, non di tutti. Ma di tanti. Verso i singoli al momento della loro uscita dal campo, e verso tutto il resto a fine partita quando la squadra ha provato ad andare sotto la Sud. L’umiliazione subita in Norvegia poteva essere rimediata solo con un risultato tondo al ritorno. E invece la Roma ha rischiato di perdere ancora strappando un misero punto nel finale che peraltro nemmeno basta a riprendersi il primo posto in un girone di burro. E nel farlo ha sprecato energie, quelle dei soliti titolari impiegati fino allo sfinimento.

SCELTE - Nessuno avrebbe chiesto a Mourinho di impiegare di nuovo tutta la formazione dell’andata, ma alcuni cambi andavano effettuati soprattutto per evitare di vedere giocatori fuori ruolo come Cristante e Ibanez. Lo dimostra il piglio con il quale sono entrati in campo Mayoral e Villar (al netto dell’errore in marcatura su Botheim). Due giocatori che non serviranno per costruire una grande Roma, ma che a questa Roma (che grande proprio non lo è) possono ancora risultare utili. Almeno finché vengono pagati dai Friedkin. Fin qui lo Special One ha tenuto dalla sua parte gran parte del popolo romanista, per non dire tutto. E probabilmente ci riuscirà ancora. Ma per la prima volta all’Olimpico si è sentito l’odore del dubbio, e anche un po’ della paura visto che da queste parti non si vince nulla dai tempi dei Sensi.

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