Roma, Pruzzo si commuove: "Elogio a Lulic? Non volevo far male ai tifosi"

Roberto Pruzzo si scusa con i tifosi della Roma dopo l'elogio fatto al rivale Senad Lulic: "Non dormo da giorni, ci sto male".
Roberto Pruzzo si scusa con i tifosi della Roma dopo l'elogio fatto al rivale Senad Lulic: "Non dormo da giorni, ci sto male".

Roma è una città che vive per il calcio, attenta ad ogni dettaglio che riguardi questo sport: se poi un idolo giallorosso del calibro di Roberto Pruzzo si lancia in un elogio ad un acerrimo rivale come Senad Lulic, allora lo scoppio del finimondo è inevitabile.

L'ex attaccante della 'Lupa' si era così espresso sul bosniaco, idolatrato dopo il successo della Lazio in Supercoppa Italiana in cui ha segnato anche un goal.

"Lulic è diventato il mio mito. È un operaio, ogni tanto va fuori giri, ma dimostra quanto possano essere utili questi calciatori in un contesto di alto livello come quello della Lazio. Quando hai una manovalanza così, ogni situazione si può risolvere. Ha 33 anni ma è ancora uno bello tosto, con giocatori così vai lontano".

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Frasi che non sono per nulla piaciute al tifo più caldo della Roma, tanto da spingere qualcuno a chiedere la rimozione di Pruzzo dalla Hall of Fame del club. Un vero colpo al cuore per il classe 1955 che, ai microfoni di 'Centro Suono Sport' durante la trasmissione 'Te la do io Tokyo', si è addirittura commosso scusandosi per delle parole mal interpretate.

"Sto vivendo malissimo questa situazione. Sono arrivato a Roma nel ’78, e da quel giorno sono abituato ad avere l’affetto di tutti i tifosi della Roma, questa situazione mi fa stare male. Mai e poi mai avrei voluto fare del male ai tifosi della Roma. Io non sapevo di questa situazione, non mi ricordo neanche i goal che ho fatto io per dire. La mia frase era una cazzata buttata lì, non volevo ferire nessuno. Io non dormo da giorni, ci sto male…".

La volontà di Pruzzo è chiara: riconquistare l'affetto di quelli che sono stati i suoi tifosi e che mai avrebbe pensato di tradire per un giocatore che a Trigoria ancora ricordano per quella famosa rete in finale di Coppa Italia nel 2013 al minuto 71, divenuto un simbolo degli sfottò biancocelesti.

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