Roma in Superlega? No, grazie Perez. Tenetevi il "vostro" calcio

Omar Abo Arab
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Sono passate, relativamente, poche ore dalla nascita della Superlega. Un progetto criminale messo in piedi da 12 club fondatori (o meglio demolitori, tra cui le "nostre" Juve, Inter e Milan) e riservata all'élite del calcio europeo che punta, così, a costruirsi una Champions League e una competizione che possa coinvolgere i tifosi - attenzione, solo quelli asiatici - e portare soldi nelle casse delle solite note, club letteralmente devastati dalla crisi economica scatenata dal Coronavirus più di un anno fa.

Ryan e Dan Friedkin | Silvia Lore/Getty Images
Ryan e Dan Friedkin | Silvia Lore/Getty Images

L'obiettivo vero da perseguire, ad ogni modo, non è quello di aumentare i ricavi. Piuttosto diminuire le spese e far tornare il calcio alla sua dimensione, cioè quella di uno sport popolare e alla portata di tutti, dove anche la più piccola squadra può sognare di alzare un trofeo o il grande palcoscenico della Champions League, un po' come accadde 21 anni fa con la favola Chievo Verona, squadra di un quartiere del capoluogo veneto da 4.500 abitanti che sfiorò una clamorosa qualificazione in Champions. Insomma, con questa mossa firmata dai due "mandanti" Andrea Agnelli e Florentino Perez - presidenti di Juve e Real Madrid -, le big d'Europa che hanno fatto il loro comodo fino ad ora (economicamente e non solo) provano a correre ai ripari sul disastro combinato con il passare degli anni, con una lega finanziata dalla banca JP Morgan per 3,5 miliardi di euro (soldi che poi dovranno tornare indietro e con gli interessi). Come? Dando vita ad un calcio d'èlite, secondo loro.

Perez e Agnelli | GERARD JULIEN/Getty Images
Perez e Agnelli | GERARD JULIEN/Getty Images

La reazione Uefa e Fifa è stata rabbiosa (e anche su questi due enti ci sarebbe da parlare per ore, giorni e soprattutto pagine) e finalmente giusta. Probabilmente una delle pochissime cose giuste decise in questi anni: (minacciare di) escludere le squadre partecipanti alla Superlega da ogni competizione nazionale e continentale, selezioni nazionali comprese. Florentino Perez ha chiarito che anche Roma e Napoli - due delle squadre italiane oltre alle tre "solite" che hanno il bacino di tifosi più grande - avranno diritto a partecipare a questo torneo. Al momento il club giallorosso non ha reso nota la sua posizione in merito, anche se trapela contrarietà. E vorremmo vedere, perchè non c'è un solo tifoso della Roma (compreso chi vi scrive) che sarebbe d'accordo nel partecipare a questa superlega.

La festa romanista dopo aver sbancato il Bernabeu | Etsuo Hara/Getty Images
La festa romanista dopo aver sbancato il Bernabeu | Etsuo Hara/Getty Images

Vogliamo ancora sognare, pur senza vincere - per noi non è mai stata la discriminante tra tifare, seguire o no - i 2-1 al Bernabeu, il 3-0 al Barcellona e altre imprese simili. Ebbene, dottor Perez, si tenga il suo calcio. Preferiamo giocare al "Vigorito" contro il Benevento o allo "Scida" contro il Crotone, piuttosto che macchiarci prendendo parte alla Superlega. "Created by the poor, stolen by the rich", è la foto di una (vecchia) coreografia che sta girando da ieri. E mai slogan fu più giusto, sperando che ora se ne siano accorti tutti.

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