Ronaldo, i Mondiali e poi il futuro: addio United, due opzioni per gennaio

L'esordio a Qatar 2022 si avvicina, eppure in casa Portogallo si continua a parlare soltanto di una argomento: l'intervista di Cristiano Ronaldo. 90 minuti in cui CR7 ha sparato a zero sul Manchester United, sulla dirigenza, sul suo allenatore. E a cui il club ha risposto con un breve comunicato, che fa presagire una battaglia legale tra le parti, con una scadenza molto vicina entro cui bisognerà trovare una soluzione: gennaio.

DUE OPZIONI - Già, perché è chiaro a tutti che Ronaldo non può rimanere a Manchester. Ma in vista della prossima sessione di mercato si ripropone il problema di qualche mese fa: dove può andare a giocare un campione come Cristiano? Bayern Monaco, Napoli e tutte le altre idee di Jorge Mendes dello scorso agosto non sono percorribili. Il Chelsea, che in estate aveva valutato questa possibilità, sembra oggi deciso a non riaprire quel dossier. E quindi le opzioni che rimangono in piedi sono, principalmente, due: la prima, quella più romantica, porta a un ritorno di Ronaldo a casa, allo Sporting, quasi 20 anni dopo aver detto addio nel 2003 per partire alla conquista del mondo. La seconda possibilità, invece, è quella più intrigante a livello di marketing: CR7 in the USA, con l'Inter Miami di un altro numero 7 ex Manchester United (e Real Madrid, anche se lì indossava il 23) come David Beckham che sarebbe pronto ad accoglierlo a braccia aperte.

CUORE O SOLDI - La palla passerà al campione di Madeira, che dovrà decidere se, per l'ultima sfida della sua vita, guadagnare qualche milione di euro in meno ma restare in Europa oppure diventare il simbolo e l'icona di un campionato come la MLS. Sempre che, come ha annunciato durante l'intervista a Piers Morgan, il Portogallo non vinca il Mondiale con un suo gol decisivo in finale, magari contro l'Argentina di Leo Messi. A quel punto, si potrebbe scrivere davvero la parola fine a una carriera straordinaria, offuscata dalle ombre degli ultimi mesi.