Ronaldo? No, la Juve deve ripartire da Dybala e farlo capitano. E i tifosi tifino Allegri: non lo svenderebbe

Alberto Cerruti
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Chissà che cosa avrà pensato Gattuso quando Dybala ha pennellato di sinistro il gol che in pratica ha deciso lo "spareggio", come era stato definito, per entrare in Champions League. Perché Gattuso non è soltanto l’allenatore del Napoli, che fino a quel momento stava accarezzando il sogno di raggiungere la Juventus, in vantaggio grazie al solito Ronaldo. Gattuso è stato anche l’allenatore di Dybala, quando era alla sua prima esperienza italiana sulla panchina del Palermo, dopo la breve esperienza in Svizzera, al Sion. Era l’estate del 2013 e l’attaccante argentino non aveva ancora compiuto vent’anni, ma l’ex centrocampista del Milan, campione del Mondo con Lippi, già ripeteva a tutti che Dybala era un fenomeno, maturo per una grande squadra.

I fatti gli hanno dato ragione, anche se mai come quest’anno Dybala è stato messo in discussione, dai dirigenti più ancora che dai tifosi. Prima il Covid, poi i guai muscolari, quindi, o meglio soprattutto, le polemiche per il rinnovo del contratto, e infine quel festino proibito con la conseguente esclusione punitiva nella penultima partita contro il Torino. Una stagione da dimenticare, insomma, improvvisamente illuminata, però, dal gran gol di ieri sera che in pratica ha fatto la differenza alla distanza, visto che senza il suo 2-0, il rigore finale di Insigne avrebbe regalato il pareggio al Napoli, frenando la rincorsa Champions della Juventus. Se quindi i bianconeri manterranno fino al termine del campionato il terzo posto ritrovato alle spalle dell’Inter e del Milan, con un punto di vantaggio sull’Atalanta e soprattutto tre sul Napoli, quinto, molta parte del merito sarà proprio del ritrovato Dybala, che non giocava dal 10 gennaio e vede sempre più vicina quota 100 gol con la maglia della Juventus.

E allora, a mente fredda, invece di pensare a cedere al miglior offerente un campione di 27 anni, sarà meglio rinnovare il suo contratto in scadenza nel 2022, per evitare che Dybala tra un anno vada via a parametro zero. Ammesso che rimanga e le sue non siano soltanto dichiarazioni di comodo, Pirlo a fine partita ha detto testualmente: "Dybala ha ancora un anno di contratto e spero che possa rimanere a lungo con noi". E’ vero che c’è la crisi e la Juve è più in crisi di tante altre società perché continua a pagare l’effetto-Ronaldo, ma tra i 31 milioni netti versati ogni anno al portoghese e i 7,5 che percepisce adesso Dybala si può trovare una via di mezzo, anche se il suo procuratore ne chiede il doppio. Il tempo, oltre alla classe, è dalla parte di Dybala, che non a caso l’anno scorso è stato premiato come miglior giocatore non soltanto della Juventus, ma dell’intero campionato. Non si segnano gol così belli e decisivi, soltanto 4 minuti dopo l’ingresso in campo.

E allora, ammesso che Ronaldo rimanga anche nella prossima stagione, tra due anni sicuramente non ci sarà, mentre Dybala è il futuro della Juventus, destinato a diventare non soltanto il leader, abbracciato anche da chi stava in panchina dopo il suo gol, ma il prossimo capitano della squadra con il numero 10 dei più grandi del passato. L’ultimo numero 10 della Juventus con la fascia di capitano, infatti, è stato Del Piero. Mentre l’ultimo capitano straniero con il numero 10 è stato un certo Sivori, guarda caso argentino come Dybala al quale è stato spesso accostato per il ruolo, il fisico e soprattutto le magie. Come sempre il tempo dirà che cosa accadrà, ma una cosa è già certa. Se davvero Allegri tornerà a guidare la Juventus, Dybala non sarà ceduto. Secondo il tecnico dei cinque scudetti consecutivi e delle due finali di Champions, la Juventus infatti dovrebbe essere costruita, o meglio ricostruita attorno a Dybala e non attorno a Ronaldo, perché i due non possono giocare insieme se non per qualche minuto come è successo contro il Napoli. E allora, anche per questo motivo, i tifosi bianconeri devono augurarsi che torni Allegri. Perché così non verrebbe venduto, o peggio svenduto, Dybala.