Rossi: "I miei vogliono che continui, ma devo essere realista"

Giacomo Rauli

Reduce da una delle peggiori stagioni della carriera da quando corre in MotoGP, Valentino Rossi ha parlato ancora del suo futuro, delle sue intenzioni e dei suggerimenti arrivati dalla sua cerchia ristretta - ovvero famigliari e amici - in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Il 9 volte iridato non fa mistero di voler capire il grado di competitività suo e della M1 2020 per poi prendere una decisione sul suo futuro. E' certo che genitori e amici - oltre ai suoi fan - vorrebbero vederlo in MotoGP ancora per qualche anno. Lui, però, prende tempo e spera di poterne avere per decidere assieme alla Yamaha quale possa essere la decisione più saggia per entrambi.

"Avrò bisogno di un po' di tempo per capire, tipo metà stagione. Parlerò con Jarvis e Yamaha per capire cosa pensano", ha affermato Valentino. "Purtroppo nella MotoGP di oggi si decide tutto a inizio anno".

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"Parlo anche con mio babbo, mia mamma, Albi (Alberto Tebaldi, amministratore delegato della VR46), Uccio e Carlo Casabianca (il preparatore). Mio babbo e mia mamma vogliono che continui, ma anche gli altri. Però, dai, bisogna essere realisti. A me piacerebbe, ma bisogna essere più competitivi dell'anno scorso, altrimenti è meglio di no. E va bene uguale".

Yamaha, almeno per ora, non ha lasciato intendere di voler abbandonare Valentino per lasciare spazio a una line up piloti pù giovane e dal sicuro avvenire formata da Quartararo e Vinales.

"Yamaha dice di non sentirsi ostaggio, credendo nella mia competitività? Questo è importante. Ripeto, è un grande onore e anche un grande lusso per un pilota smettere quando decide lui. Di solito ti lasciano a piedi".

Il fatto, però, è che ora Yamaha dovrà fare una scelta. Ha 3 piloti di livello tra le mani e servirà fare la scelta più giusta per il preente, ma anche per il futuro. Il rischio è perdere uno dei due giovani - Vinales e Quartararo - cedendoli alla concorrenza.

Per questo motivo, Valentino ha anche sottolineato come per lui passare al team Petronas non sarebbe poi un dramma. la sua preferenza è nota, ossia rimanere nel team ufficiale, ma il team malese ha mostrato nel corso del 2019 di essere una struttura di altissimo livello.

"Non vedo tutta questa differenza ad andare in Petronas. Mi piacerebbe di più stare dove sono, però... Siamo 3 piloti per 2 posti e bisogna pensare a un terzo. E per me, anche se è la Petronas, non mi sembra malissimo il team. Ma forse va via Vinales, O Quartararo cmbia moto, chissà cosa pensa".

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