Sala-Zhang, che caos per il nuovo stadio: milanesi e interisti, da che parte state? VOTA

Pasquale Guarro
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È scoppiata la guerra tra l’Inter e il comune di Milano. O forse sarebbe meglio dire tra Zhang e Beppe Sala, rispettivamente presidente del club nerazzurro e sindaco della città lombarda. L’argomento che porta la pressione a picchi altissimi è sempre lo stesso: la costruzione di un nuovo stadio, un tema bloccato da anni, che divide la città e che non trova sbocco in comune, per motivi sempre diversi. Alessandro Antonello per l’Inter e Paolo Scaroni per il Milan hanno cercato di far decollare il progetto, ma con piani ritenuti eccessivamente sbilanciati in favore dei club. Anche l’incontro con gli abitanti del Municipio 7 di Milano era stato disastroso.

Le lamentele dei cittadini, i metri quadrati richiesti da Inter e Milan, poi l’incertezza sulla proprietà del club rossonero e infine quelle sulla proprietà nerazzurra, che attraversa un periodo di grave crisi economica. Per un motivo o per l’altro, la questione stadio continua a slittare e l’ultima dichiarazione di Beppe Sala ha fatto esplodere l’ira di Zhang, che ha voluto diramare un duro comunicato in risposta alle sue parole. Interrogato sulla faccenda stadio, il sindaco ha risposto: “Penso che finché in particolare l'Inter non chiarirà il suo destino, per noi le cose devono essere necessariamente ferme. Voglio dire con chiarezza ai milanesi che non si parla solo dello stadio, ma di un progetto dove lo stadio è la metà dell'investimento, mentre l'altra metà riguarda altre cose che porteranno a comporre il futuro di quell’area. Questo significa che serviranno 5 o 6 anni di lavoro e io non posso affidare un quartiere della città per un così lungo periodo a realtà di cui non ho certa la proprietà futura. Io parlo con rispetto degli Zhang ma devono necessariamente chiarire il futuro della società, fino ad allora credo sia logico fermarsi”. Queste le parole di Sala, che quindi non mette in discussione l’Inter e la grandezza del club, bensì la stabilità di una proprietà che in questo periodo appare in evidente difficoltà. Che sicurezza possono dare? Questa è la domanda del sindaco.

CHE BORDATE - Parole che hanno fatto breccia e che hanno suscitato una violenta reazione di Zhang, il quale ha usato l’Inter come scudo. In viale della liberazione non sono state ore semplici, anzi, la linea Milano-Nanchino è stata rovente e dopo qualche ora di confronto è arrivato il comunicato di risposta a Sala: “FC Internazionale Milano ha una storia gloriosa ultracentenaria. Esisteva prima del Sindaco Sala e continuerà ad esistere anche al termine del suo mandato. Troviamo le dichiarazioni del Sindaco di Milano offensive nei confronti della Proprietà, irrispettose verso la storia e la realtà del Club e i suoi milioni di tifosi a Milano e in tutto il mondo nonché irrilevanti rispetto all’attuale iter amministrativo del progetto Un Nuovo Stadio per Milano. Se dovesse essere confermato che l’Inter e la Proprietà non sono gradite all’attuale amministrazione, sapremo prendere le decisioni conseguenti”.

IL NUOVO ATTACCO - Botta e risposta, tutto finito? Neanche per sogno: il sindaco di Milano ha infatti affidato alla Gazzetta dello Sport una nuova replica, in cui ribadisce la propria preoccupazione: “La reazione dell’Inter alle mie parole sul nuovo San Siro mi ha sorpreso: sono dispiaciuto in quanto sindaco e tifoso nerazzurro, che è andato per la prima volta allo stadio 55 anni fa, ma io voglio fare il bene di Milano. Lo stadio è una buona opportunità per la città ma come faccio a non essere preoccupato? Mi sto muovendo spinto solo dalla logica della prudenza. Non sono io che lo dico ma in questo momento gli investimenti originati dalla Cina in alcuni settori come il calcio sono in difficoltà. Io sto solo chiedendo informazioni all’Inter: stiamo discutendo di una partnership e voglio sapere chi è e chi sarà il mio partner”.

Premesso che due cose sono sicure: l’Inter esisteva prima di Sala e continuerà ad esistere dopo il suo mandato. Ma allo stesso modo, esisteva prima di Zhang e proseguirà anche dopo. La vera domanda vogliamo porla a voi lettori: in questo aspro conflitto, vi schierate dalla parte di Sala o dalla parte di Zhang?

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