Samp, Giampaolo resiste per ora: da Ranieri a De Rossi, anche il fantasma di Ferrero aleggia sul toto-panchina

In queste ore, la Sampdoria sta valutando tutte le possibili strade per il suo futuro. Da un lato c'è l'opzione esonero per Marco Giampaolo, dall'altro invece l'idea di continuare insieme, approfittando della sosta per capire quali sono i reali problemi di questa squadra e gli eventuali metodi per superare la crisi. Alcuni faccia a faccia, comunque, ci sono già stati, prima all'interno dell'area tecnica e poi anche con gli "uomini dei conti" blucerchiati. Piatto forte delle riunioni, la posizione dell'allenatore e le eventuali possibilità per sostituirlo. BAGNO DI SANGUE - La strada preferita, al momento, è quella della continuità. La Samp non è intenzionata ad esonerare il tecnico, un po' perché parte del CdA (non tutto) ha ribadito il suo sostegno al mister, un po' perché sollevare dall'incarico Giampaolo significherebbe aggiungere un ulteriore stipendio a fine mese. Si tratta di uno scenario di cui la Samp farebbe volentieri a meno, anche se nei primi summit andati in scena subito dopo la sfida del "Picco" e poi ancora ieri, alcuni membri della dirigenza avrebbero chiesto agli uomini dei conti una verifica sui margini di manovra doriani. L'unica soluzione non impattante per il bilancio sarebbe il ritorno di D'Aversa, tutt'ora a libro paga, ma sussistono grossi dubbi a livello ambientale e di spogliatoio. RANIERI QUASI IMPOSSIBILE - A Genova, in queste ore, impazza il toto nome. Tra i profili accreditati per l'eventuale successione di Giampaolo, ad esempio, è tornata ad aleggiare la voce di un possibile ritorno di Ranieri. Si tratta di un'eventualità che raccoglie per il momento secche smentite, non dal punto di vista tecnico o del gradimento, ma sotto l'aspetto economico. Ranieri aveva lasciato la Samp per divergenze sul contratto, il suo stipendio da 2 milioni netti a stagione è inavvicinabile e l'ex Leicester non sembra intenzionato a derogare della sue richieste. L'OMBRA DI FERRERO - Il più fattibile, per costi e possibilità, è il profilo di Daniele De Rossi. L'ex centrocampista della Roma era stato cercato già parecchio tempo fa, non aveva accettato a causa del suo ruolo con l'Italia, ma avrebbe pretese sicuramente più alla portata. Oltre alle valutazioni di bilancio e agli ostacoli economici, però, c'è una considerazione ambientale da fare. De Rossi era il preferito dell'ex presidente Massimo Ferrero. Il Viperetta aveva una sorta di venerazione per Capitan Futuro, aveva provato a portarlo alla Samp prima da calciatore e poi di nuovo da allenatore. Addirittura, nell'ultima estate di Ferrero in sella a Corte Lambruschini, De Rossi era stato a lungo la prima scelta per la panchina. Con gli spifferi che circolano in queste ore, che parlano di un Ferrero di nuovo "ascoltato" dal CdA in merito alla situazione della guida tecnica, scegliere un profilo così riconducibile all'imprenditore romano, completamente "bruciato" a Genova, lancerebbe un segnale forte, probabilmente anche sgradito. Posizione simile anche per Stankovic: addirittura, che al momento dell'arresto Ferrero era a Milano per trattare con l'ex Stella Rossa. Oltre a tutte queste considerazioni poi per Stankovic va registrata la possibile concorrenza dell'Inter e le maggiori richieste sotto l'aspetto dello stipendio e delle garanzie da parte del serbo.