Sampdoria, i tifosi acclamano Vialli: 'Presidente!'. Può prendere il posto di Ferrero

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Centinaia di tifosi a sgolarsi nel cortile interno di palazzo Ducale a Genova, l’antica sede del doge della Superba. "Luca Vialli! Luca Vialli! Luca Vialli alé alè! Noi ti amiamo e ti adoriamo, tu sei meglio di Pelè!". Ragazzi che lo scudetto della Sampdoria lo avevano visto sui filmati di Youtube o sulle foto dei libri perché trent’anni fa, quando la banda Boskov impazzava, neanche erano nati. La macchina del tempo funziona anche in questi anni di gelo dei cuori e quando Luca Vialli, coppola bianca, blazer azzurro su pantaloni blu, si è affacciato al loggiato del Ducale reggendo un grande scudetto tricolore, dalla folla è salito un boato: "Un presidente! Vogliamo un presidente". E ancora "Luca Vialli! Luca Vialli!".

Un trionfo degno di un imperatore romano nella serata genovese dedicata alla presentazione del libro 'La bella stagione' (Mondadori Editore), fortemente voluto dall’ex centravanti blucerchiato e messo in vendita, col ricavato devoluto all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova: 25mila euro come anticipo già consegnati al presidente del Gaslini che è, casualmente, Edoardo Garrone, ex presidente della Sampdoria, non precisamente un idolo presso i tifosi. Il suo 'regalo' a Massimo Ferrero, che nel 2014 aveva ricevuto in dote il club senza sborsare un euro, aveva infilato la Sampdoria in una delle avventure più controverse della sua storia.

E quella folla di ragazzi che, sventolando i vessilli blucerchiati, invocava Luca Vialli e l’arrivo di un presidente era la plastica dimostrazione di quanto i tifosi della Sampdoria restino aggrappati al sogno di rivedere il bomber dello scudetto seduto sulla sedia più alta del club che Paolo Mantovani condusse sulla vetta dell’Italia calcistica e sfiorò pure quella dell’Europa. Utopia? Non proprio. Due anni Vialli arrivò a un pelo dal centrare l’obiettivo. Due soci americani, Jamie Dinan e Alex Knaster, tycoon proprietari di solidi fondi di investimento, condussero una tormentata trattativa che era sul punto di concludersi. Quasi 80 milioni cash per Ferrero, oltre a 50 milioni circa di debiti accollati ai nuovi proprietari. Mancavano solo le firme e all’ultimo istante Ferrero si tirò indietro. Con quei soldi avrebbe voluto acquistare il Palermo ma sfumato quell’affare, si decise a fare marcia indietro. E a tenersi la Sampdoria.

I fili di quella trattativa si sono riannodati in un quadro però assai più complesso. Dinan si è dedicato ad altri investimenti, Knaster ha acquistato il Pisa. E la Sampdoria è finita nel concordato che Ferrero ha richiesto al tribunale fallimentare di Roma nel tentativo di salvare le due aziende, Eleven Finance e Farvem, che hanno in pancia quasi tutti i beni riconducibili alla sua famiglia. La catena di cinema romani (tra i quali il prestigioso Adriano) e quasi duecento alloggi popolari nella borgata romana di Torrespaccata, affittati al comune di Roma.

La procedura concorsuale è andata per le lunghe ma adesso da una settimana all’altra i giudici romani dovrebbero pronunciarsi. E lo scenario è chiaro. Se il concordato, anzi i concordati (sono due come le aziende che si tenta di mettere in salvo) passeranno il vaglio dei giudici e poi quello dei creditori, la Sampdoria sarà sacrificata e i denari ricavati dalla vendita destinati a soddisfare i creditori di EF e Farvem. In caso contrario le due aziende del gruppo Ferrero andranno al fallimento nel quale potrebbe essere coinvolta anche la Sampdoria, posseduta dalla capogruppo della famiglia, la Holding Max, attraverso al SportSpettacolo srl, società nelle quali è azionista di maggioranza la figlia di Massimo Ferrero, Vanessa. Un bel rompicapo che a quanto pare non ha dissuaso i misteriosi pretendenti che sarebbero in attesa di veder definita la sorte dei due concordati per muoversi e presentare l’offerta per acquistare la Sampdoria.

Quanto vale oggi il club oberato da oltre 100 milioni di debiti e in drammatica crisi di liquidità al punto che negli ultimi sei mesi del 2020 (quelli flagellati dal Covid) ha dovuto accendere prestiti per 31 milioni di euro e altri 16 milioni li ha accesi nei primi mesi del 2021, ricorrendo alla garanzia dello Stato prevista nei decreti anti-Covid del governo? La drammatica realtà è che se non si interverrà con iniezioni di denaro fresco (eventualità che Ferrero non può neppure immaginare) la Sampdoria dovrà smantellare la squadra per fare cassa e potersi iscrivere al prossimo campionato.

Che c’entra Vialli, in tutto questo? C’entra eccome, perché con la nuova proprietà sarebbe proprio lui il presidente della Sampdoria. Non aspettatevi conferme, però: Luca da mesi si rifiuta di concedere anche una sola virgola sull’argomento e anche al vernissage del Ducale (presenti Lombardo, Dossena, pagliuca, Lanna, Invernizzi, Pellegrini, Bonetti, e in collegamento da remoto Mancini e Pari) è rimasto muto. O meglio, ha risposto così a chi gli domandava se ancora coltivasse il sogno di diventare il presidente della Sampdoria: "Non fatemi questa domanda, oggi sono venuto a presentare il nostro libro". Nessuna ammissione, ma neppure nessuna smentita.

Del resto, Luca aveva dichiarato, in una delle ultime interviste, che da calciatore sperava di diventare un giorno un presidente come Paolo Mantovani, capace di conciliare le ragioni del cuore con quelle dei conti. Sarebbe precisamente questa la mission che lo attenderebbe se davvero la Sampdoria passasse di mano da Ferrero a… Già a chi? Nomi ne sono stati fatti parecchi. Zanetti, il patron di Segafredo, aveva tentato una timida avance in autunno, il padrone del Leeds, Radrizzani, era stato respinto con perdite. Ma erano altri tempi, il covid cominciava a fare danni ma non aveva ancora messo in ginocchio le società. Se proprio volete un nome, segnatevene due, in ordine di probabilità: Dmitrij Rybolovlev, il proprietario russo del Monaco, patrimonio personale di 6,8 milioni di dollari. E Gabriele Volpi, ex proprietario dello Spezia calcio.

A chi scrive, Volpi mesi fa aveva giurato che non aveva alcuna intenzione di ributtarsi nella fornace del pallone. E però aveva ammesso di avere provato a prendere la Sampdoria (dopo un primo tentativo, fallito, nel 2015): nel 2019 il suo braccio destro, il banchiere Gian Piero Fiorani, aveva trattato l’acquisto del credito che la finanziaria svedese Hoist aveva nei confronti di Eleven Finance, alla quale in origine aveva prestato i denari per acquistare i cinema dal fallimento Cecchi Gori. La manovra non era riuscita e Fiorani (dunque Volpi) si era ritirato in buon ordine. Non si può escludere che sia tornato alla carica. Particolare non secondario. Sia Rybolovlev che Volpi risiedono a Montecarlo e verosimilmente si conoscono. Luca Vialli attende impaziente gli sviluppi giudiziari e intanto si prepara ad affiancare il gemello Mancini nell’avventura azzurra degli Europei. Terminata quella, Vialli sarà libero di accettare altri incarichi. Indovinate quale.

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