Sarri: "Ho avuto paura quando non respiravo"

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Askanews

Roma, 13 set. (askanews) - Vigilia di Fiorentina-Juventus. Maurizio Sarri riprende il suo posto in sala stampa dopo aver "ceduto" la presentazione a Pavel Nedved e Giovanni Martusciello per via delle sue problematiche di salute. "Chiaro - dice - che non è semplice rimanere fuori, ho avuto paura quando non respiravo, ringrazio il nostro staff medico che mi ha coccolato 20 giorni e mi ha fatto capire che in quel momento era meglilo fare un passo indietro per non farne uno più lungo dopo. E' stato pesante, ma l'ho dovuto accettare nella consapevolezza che lo staff stava andando avanti alla grande in campo e in partita". Si riparte da Firenze: "Non lo sento come un esordio perché sono stato sempre molto coinvolto. Poi i dottori hanno deciso di tenermi lontani da allenamenti e partite per sicurezza, ma sono sempre stato coinvolto e le ho sentite come partite cui ho partecipato anche se dovevo delegare. Non lo considero un esordio, anche se tornare a Firenze a 15 minuti da casa mia mi fa estremamente piacere". Una Juve che ha problemi di abbondanza che rischiano di diventare grosse noie. "Chiaro che avendo una lista di soli 22 giocatori per l'Europa andava fatta una scelta non semplice e nemmeno gratificante per l'allenatore. Era da fare e ho fatto una scelta che fa parte del mio mestiere. Condivisibile o meno, era da fare. Chiaro che non mi fa piacere, perché sono coinvolti due giocatori importantissimi, ma è una scelta che conferma la forza della nostra rosa". Campionato e Champions, "sono necessarie delle rotazioni. In questa fase però ho privilegiato questo aspetto di dare un'identità e un assetto che non sarà quello definitivo, ma in questo momento ci dava qualcosa in più". La reazione di Emre Can non l'ha colpita più di tanto. "Capisco. devo tener conto anche dell'aspetto emozionale. Bisogna lasciarlo decantare e poi affrontarlo quando la situazione è più serena". Tardelli gli ha dato il benvenuto dicendo che ora capirà che le vittorie non erano figlie di aiuti o fortuna. "Mai detto che la Juve avesse fortuna. Stando qui un mese mi rendo conto della forza di questa squadra che è nell'organizzazione e nella testa". La sua Juve "rimarrà una squadra con meno palleggio e più fisica di altre che ho avuto. Io voglio che questa squadra segua delle mie idee di principio, ma non diventi una replica". I tre gol presi dal Napoli non preoccupano: "Abbiamo preso due gol su palla ferma con un pizzico di superficialità e quando aspetti una squadra tecnica dentro l'area il rischio è grande. Poi ovviamente non siamo al top fisicamente, possiamo fare di più". De Ligt?Normale che fatichi un po' all'inizio". Higuain o Mandzukic? "Higuain ha fatto bene, mi ha fatto rivedere il giocatore di due o tre anni fa, non c'era niente di personale nella scelta. Mandzukic evidentemente mi ha fatto vedere qualcosa in meno e da qui la scelta. E' frutto tutto di scelte logiche dettate dall'allenamento. Cosa ho pensato al gol di Koulibaly? Mi è dispiaciuto per Kalidou, che umanamente è un ragazzo straordinario e ho pensato che abbiamo vinto per un episodio fortunoso una partita che meritavamo di vincere.

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