Sarri: "Juve? Scudetto neanche festeggiato. C'è stato un approccio del Napoli. CR7? Gestione non facile"

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Maurizio Sarri ha ritrovato una panchina di Serie A, grazie alla Lazio, e si prepara a vivere la stagione del suo ritorno. Adesso l'ex allenatore della Juve torna a parlare e lo fa ai microfoni di Sportitalia, soffermandosi sul periodo senza una panchina e sull'esperienza in bianconero.

Maurizio Sarri | MIGUEL MEDINA/Getty Images
Maurizio Sarri | MIGUEL MEDINA/Getty Images

Queste le sue dichiarazioni: "In questi giorni di silenzio sono stato con la famiglia, ho letto e ho visto tante partite. Ma soprattutto ho visto tante corse ciclistiche. Io vengo da una famiglia di ciclisti. Da quello è nata sta passione. Devo dire però che non mi è pesato molto stare fuori. Gli stadi vuoti mi mettevano una grande tristezza e non mi mettevano gran voglia di tornare" riporta LazioNews24.

Sullo Scudetto con la Juve: "Forse era dato troppo per scontato, sia all’esterno che all’interno. Non è stato nemmeno festeggiato. Ognuno è andato a cena per conto suo. Forse questo sarebbe il momento giusto per andare alla Juve, visto che sono arrivati quarti. Comunque può succedere quello che è successo dopo otto anni di scudetti. Per vincere bisogna fare bene e a volte non basta. Ritorno al Napoli? Non c’erano presupposti. Ho rifiutato anche altre offerte. Sì, c’è stata un approccio, ma non è stata una trattativa vera".

CR7 e Sarri | Nicolò Campo/Getty Images
CR7 e Sarri | Nicolò Campo/Getty Images

Su Cristiano Ronaldo: "La gestione di Ronaldo non è semplice, anche perché ci sono interessi dietro. A dire la verità, io mi ritengo più bravo a fare l’allenatore e non il gestore. Lo trovo noioso e mi diverto più in campo".

Sui presunti contrasti con Nedved: "Non c’è stato alcun litigio con Nedved. Si è trattato di alcune discussioni. Non mi è piaciuto che la squadra ha staccato la spina dopo aver vinto il campionato. Dovevamo stare al massimo per poi arrivare al top alla sfida con il Lione. Questo è stato un errore e io l’ho detto".

Su Andrea Pirlo: "Non posso conoscere i motivi della scelta. Ciò che posso dire è che, con certe decisioni, si rischiano di bruciare certi giovani, che, con una maggiore esperienza, potrebbero fare davvero bene".

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