Sarri si presenta: "Lazio la mia piazza ideale. Luis Alberto? Dovrà scusarsi..."

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Dopo le presentazioni di Simone Inzaghi, Jose Mourinho e Luciano Spalletti oggi è stato il turno di Maurizio Sarri, nuovo allenatore della Lazio. il tecnico toscano, reduce da un anno di inattività dopo l'esonero con la Juventus, si è presentato alla stampa e ai suoi nuovi tifosi biancocelesti affrontando diversi temi: dal mercato al caso Luis Alberto, fino alle esperienze passate.

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Quanto tempo pensa di avere bisogno per costruire la sua Lazio e quali rinforzi ci vogliono?

"Il tempo è sempre relativo. A Empoli eravamo ultimi, a Napoli avevamo fatto pochi punti all'inizio e poi abbiamo iniziato a vincere continuamente. Al Chelsea mi è successo i contrario. Alla Juve è stato un percorso difficile, anche se poi abbiamo vinto il campionato. Penso sempre che bisogna guardare sul lungo periodo. Vediamo come potremo cercare di limitare le difficoltà che inevitabilmente arriveranno in questa prima stagione. Con il direttore abbiamo fatto insieme una lista di ruoli di cui abbiamo bisogno per fare un tipo di calcio differente. Non abbiamo parlato di giocatori. Il mercato è difficile, non solo per noi ma quasi per tutti, forse solo alcuni club inglesi possono fare un mercato importante. Chiaramente mi piacerebbe partire domattina con la lista dei miei 24 giocatori definitivi, ma questo è praticamente impossibile. Dobbiamo essere pronti a soluzioni diverse" le parole di Sarri riportate da Skysport.it.

Vuole dire qualcosa sulle critiche a Immobile?

"Sta parlando già Mancini, mettendolo dentro in ogni partita. Vuol dire che è contento di quello che vede. Gli sta mancando il gol, ma credo che non faccia mancare nient'altro. L'augurio è che faccia il gol più importante. Ma da quello che ho visto io, sono estremamente tranquillo. Le valutazioni giornalistiche poi dipendono da altro".

Si può dire che la Lazio è più adatta a lei rispetto alla Juve? Cosa può dirci di Luis Alberto?

"I club sono entità astratte. Parlare di Lazio o Juve è difficile. Io penso che al momento la Lazio sia adatta a me, poi dipenderà dal percorso. Io con le squadre nuove inizialmente ho fatto fatica, ma quando vuoi far passare un certo tipo di calcio è inevitabile. Si tratta di una attuazione di una filosofia. Io sono convinto che alla fine del percorso, o almeno lo spero, vedremo il calcio che piace a me e che la sera mi fa andare a casa contento anche al di là del risultato. Il mio obiettivo è questo. L'ho detto anche ai ragazzi, dobbiamo divertirci. Quando una squadra si diverte parte tutto dall'allenatore. Poi si divertono anche quelli che guardano e a differenza dei luoghi comuni secondo cui per vincere si può anche giocare male, io non ci credo. Luis Alberto non ha risposto a una convocazione, quindi è un problema societario. Dal punto di vista morale, sto aspettando che arrivi e che parli con me e con i compagni e che ci convinca di quello che ha fatto. Se ci convince, il problema scompare, altrimenti dovrà chiederci scusa".

Felipe Anderson | Octavio Passos/Getty Images
Felipe Anderson | Octavio Passos/Getty Images

Cosa può dare Felipe Anderson? Luis Alberto può giocare alla Jorginho?

"Se non ci avessi creduto, mi sarei opposto al suo acquisto. Alla Lazio ha fatto sette/otto mesi da grande giocatore, sembrava uno da Barcellona o Bayern Monaco. Quando ero in Inghilterra, ha fatto un buon girone di andata. Il suo problema è sempre stato la continuità. Il nostro obiettivo è aiutarlo a risolvere questo problema. È compito suo e anche compito nostro metterlo nelle condizioni di essere più continuo. Spero di aiutarlo, si parla di un giocatore con delle potenzialità feroci. Per quanto riguarda Luis Alberto, non lo vedo davanti alla difesa. Si deve utilizzare come io cercavo di fare con Hamsik a Napoli, deve andare tra le linee e esprimere la sua qualità negli ultimi 30 metri".

Come ha vissuto l'attesa dei tifosi che non vedevano l'ora di averla come nuovo allenatore?

"Io non sono un frequentatore di social, so che i tifosi sono contenti e questo mi fa estremamente piacere. Non penso che alla Juve, al Napoli o al Chelsea ci sia meno pressione, questo fa parte del mestiere anche se io faccio fatica a considerarlo tale, per me è sempre una passione. Credo che rientri tutto nella normalità. Nell'ultimo anno sono stato fermo e il calcio non mi è mancato, perché il calcio a porte chiuse non mi faceva scattare la nostalgia. Mi mancava la settimana, non la partita. Se ora si ricominceranno a vedere i tifosi in tribuna, la cosa cambierà. Speriamo di rivedere presto i tifosi, vederli sugli spalti agli Europei è stato come vedere un mondo nuovo. In questo momento mi è venuta voglia di tornare".

Ad Auronzo proverà il 4-3-1-2 o partirà comunque con il 4-3-3?

"Mi hanno sempre dato dell'integralista. Forse sono un integralista, ma ditemi di cosa perché faccio fatica a capirlo. L'obiettivo è partire col 4-3-3, poi però c'è l'evoluzione. A Empoli sono partito in un modo e ho finito in un altro, così come con il Napoli. A Chelsea non c'erano dubbi per le caratteristiche degli attaccanti, spesso ho cambiato modulo rispetto ai primi giorni di preparazione. L'obiettivo è il 4-3-3, vediamo gli esterni che ci saranno, poi non è che ci deve far paura un ragazzino nei 3 attaccanti, vediamo cosa propone il mercato, a cosa ci può portare. Siamo pronti a cambiare anche idea. I due interni che hanno fatto 17-18 gol in due sono da 4-3-3, bisogna dargli un aiuto per continuare ad avere in loro la pericolosità difensiva".

La Lazio può tornare sui livelli di due anni fa, cioè a lottare per lo scudetto?

"Quest'anno ho sentito che senza il lockdown, avrebbe vinto la Lazio. In realtà la Juve era prima, anche se la Lazio era l'avversario in quel momento più temibile. Anche quest'anno ho visto che la Lazio nella fase finale ha fatto pochi punti. Io non credo che sia una questione di preparazione fisica, è difficile che qualcuno sbagli una programmazione nel calcio di oggi. Succede se capita quello che è accaduto dopo il lockdown, con 45 partite in 60 giorni. Sicuramente siamo di fronte a dei calendari folli, nessuno aiuta perché l'Uefa tira fuori un Europeo a 24 squadre e la Fifa non so quante squadre porterà ai Mondiali, ma mi aspetto di tutti. Abbiamo fatto due anni di qualificazioni per eliminare Nazionali poco blasonate, secondo me bisognerebbe fare anche per le Nazionali le categorie perché è impensabile che un giocatore che guadagna milioni di euro all'anno vada a giocare a Andorra, con tutto il rispetto. Spero che ci sia la buona volontà di tutti per arrivare a un calcio sostenibile e di non continuare in queste condizioni. Per rispondere alla domanda, ora parte un ciclo diverso con un calcio diverso. L'obiettivo è diventare una squadra fortemente competitiva, che vuol dire lottarsela. Che sia un obiettivo di breve, medio o lungo periodo poi vedremo. La società voleva farmi un contratto di 4 anni, sono stato io a volerlo più corto per l'età che ho. Se avrò le stesse energie, sarò felice di prolungare".

Luis Alberto | Paolo Bruno/Getty Images
Luis Alberto | Paolo Bruno/Getty Images

L'Europa League può permettere di fare il salto di qualità?

"Dipende dalla rosa. L'Europa league è un torneo complicato, diverso dalla Champions, con partite il giovedì e trasferte molto lunghe. Dipende dalla vastità della rosa, al Chelsea abbiamo fatto benissimo ma perché ogni volta potevamo cambiare sette/otto giocatori senza che la squadra ne risentisse dal punto di vista qualitativo. Noi pensiamo che la stanchezza sia solo quella fisica, ma in realtà è quella mentale dell'ambiente che conta. Nonostante io cambiassi i giocatori, la squadra sembrava ugualmente stanca perché era l'ambiente ad essere stanco. Vediamo quindi che rosa viene fuori. Io penso sempre che in Europa bisogna dare tutto. Noi abbiamo passato degli anni in cui in Champions abbiamo dato tutto e in Europa League invece no, per me questo è sbagliato. Salirà il livello quest'anno e i gironi saranno impegnativi, per non parlare di quando arriveranno le squadre eliminate dalla Champions. Speriamo di poter essere competitivi. Però preferisco scoppiare a marzo piuttosto che fare una figura di m... in Europa"

Perché ha scelto di non avere i social?

"Perché sono un anti-social, secondo me non ci hanno portato un miglioramento ma solo un peggioramento delle relazioni personali. A me risulta difficile anche la relazione telefonica, se devo parlare con qualcuno preferisco guardarlo in faccia. Quindi capisco l'evoluzione della società, ma capite anche me che la penso diversamente".

Potremmo pensare che la Lazio possa fare a meno di Luis Alberto? Può essere ceduto se non chiede scusa?

"La situazione la deve gestire la società da un punto di vista disciplinare. Poi i rapporti li gestiremo noi nel gruppo squadra. Vogliamo sentire quello che ha da dire. La pena di morte nei miei gruppi non c'è, io ho litigato ferocemente con dei giocatori, magari li ho tirati fuori per due partite, ma poi hanno rigiocato".

Claudio Lotito | Emilio Andreoli/Getty Images
Claudio Lotito | Emilio Andreoli/Getty Images

Che rapporto avrà con Lotito?

"Lotito è abbastanza grosso, è difficile da contenere. Ma io non vengo da esperienze semplici con i presidenti comunque".

Sembra che il destino di Correa sia lontano dalla Lazio. Nella sua testa può essere importante? Ha parlato con Peruzzi e pensa che una figura come la sua possa aiutarla?

"Con Peruzzi ho parlato cinque giorni fa, è un personaggio importante per la Lazio quindi penso che una volta che starà bene dal punto di vista fisico dopo la piccola operazione che ha subìto ci potrà dare una grande mano. L'ho chiamato per sapere quando sarebbe rientrato. Correa potrebbe fare l'attaccante di sinistra se ha la voglia e gli stimoli per farlo. Lui ha manifestato anche la voglia di cambiare ambiente, se quando torna dalla Coppa America ha cambiato idea io sarà il più contento di tutti".

Joaquin Correa | Silvia Lore/Getty Images
Joaquin Correa | Silvia Lore/Getty Images

Cosa farà con i suoi centrocampisti? E i tre centravanti rimarranno?

"Nel momento in cui la Lazio è venuta a parlare con me, è saltato subito fuori il problema di qualche giocatore di troppo. Abbiamo tre attaccanti centrali e c'è spazio per due, è difficile dire chi rimarrà ma vedremo cosa verrà fuori nel mercato. A centrocampo ho Leiva che ha caratteristiche da incontrista e accanto ha giocatori più offensivi, anche se Milinkovic-Savic ha caratteristiche anche difensive. Luis Alberto non è un incontrista ma sa fare i movimenti difensivi. Se sono disposti a fare i movimenti, mi va bene così".

Cosa l'ha colpita della storia della Lazio?

"Si può parlare di mille situazioni che rimangono in mente nella storia della Lazio. Quella più cara è legata a Maestrelli, personaggio straordinario. Ho conosciuto i suoi familiari e mi è rimasto caro".

Hysaj durante le visite mediche per la Lazio | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Hysaj durante le visite mediche per la Lazio | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

In difesa arriverà qualcuno oltre a Hysaj?

"Io sono un integralista della difesa a 4. A Empoli abbiamo provato a giocare a 3, ma per le mie direttive è quasi impossibile. Io non ho la pazienza di aspettare le squadre, voglio attaccare. Abbiamo tre esterni e uno manca, vedremo chi può arrivare, ma escluso Hysaj gli altri dovranno fare un percorso, anche se non mi sembra un problema insormontabile. Ho parlato con Lazzari e mi ha detto che vuole provare, io non mi preoccuperei perché con l'accelerazione che ha gli basta mettere a posto qualche movimento. A Napoli avevo Mario Rui e non mi sembra che avesse caratteristiche molto diverse. Marusic ha gamba e può fare il quarto tranquillamente".

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