Scamacca chiama, il Milan riflette sulle ipotesi: il ruolo di Ibra nella corsa al nuovo attaccante

Luca Fazzini
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È il sogno più genuino di ogni bambino che inizia a prendere a calci un pallone, un evento semplice ma mai banale. Che parte da un poster, da una maglietta regalata, da una figurina, da una PlayStation e arriva a un assist, una pacca sulla spalla. Davanti a ogni bimbo che approccia al calcio c'è il desiderio di condividere luoghi e attimi con l'idolo d'infanzia. Coincidenze rare: un po' perché - Morandi dixit - uno su mille ce la fa, un po' perché recitare sullo stesso palcoscenico calcistico di una persona più anziana di 15-20 anni è evento assai inusuale. Non se tra gli attori c'è Zlatan Ibrahimovic: uno che, di abituale, ha decisamente poco.

IBRA L'ASSO PER I DUE BABY - Lo sanno bene Dusan Vlahovic e Gianluca Scamacca, nati rispettivamente nel 2000 e nel 1999. Proprio mentre Zlatan, con la maglia del Malmo, avviava la sua carriera. Capita così che, mentre lo svedese svestiva la casacca della Juve per abbracciare l'Inter, i due iniziavano la scuola elementare. Capita che mentre i due festeggiavano la maggiore età e la patente, Ibra vinceva l'Europa League con il Manchester United. Tappe di vite diverse con peculiarità simili, ritrovatesi sui campi di Serie A in questa stagione. Non sorprende, allora, quella maglia autografata dopo Fiorentina-Milan: "Mi ha impressionato la dedica: ‘In bocca al lupo per tutto, ti auguro il meglio’. L’ha scritta in serbo, la mia lingua. È stato unico" ha spiegato Dusan. Che, in casa rossonera, è la prima scelta per l'attacco. A Pioli serve una prima punta oltre alla conferma di Ibra e il centravanti viola è il preferito da tutto il reparto tecnico milanista. Che, intanto, guarda anche allo stesso Scamacca. Fisicità, tecnica, malizia e tanta determinazione: "Qualcuno mi bolla addirittura come cattivo perché in campo mi trasformo: per arrivare al risultato sono disposto a tutto, da una corsa in più al picchiare, tra virgolette, l'avversario" ha spiegato a Sport Week. Frasi che, ne siamo certi, piacerebbero a uno come Ibrahimovic. "Un giovane deve giocare il più possibile, rubando i segreti. Poi è chiaro che se fai il vice di un campione che però a 39 anni non può giocarle tutte, il discorso cambia". Eh sì, perché per Ibra si fa un'eccezione. Se da un lato c'è il rischio di giocare solo una dozzina di gare da titolare, dall'altra c'è la possibilità di crescere - tecnicamente e non solo - per almeno un anno al fianco di un attaccante così esperto e di carisma. Un vero e proprio asso nella manica che il Milan è pronto a giocarsi in sede di mercato, dove non si potrà sbagliare - dopo tanti anni di magra - la scelta del nuovo attaccante.

CHANCE GALLO - In lizza resta, in parallelo, anche il Gallo Belotti. Secondo nella lista di gradimento della dirigenza rossonera, alle spalle del serbo ma davanti all'ex Psv. In scadenza di contratto nel 2022, il capitano del Torino è a una delle ultime chiamate per il vero salto di qualità in una carriera che probabilmente non gli ha mai regalato i palcoscenici che un simile impegno - abbinato a costanza in fase realizzativa - avrebbe meritato. L'ambizione di giocare una coppa europea, di lottare per il vertice e di condividere l'attacco con Ibra sono tarli nella mente del Gallo, che vedrebbe migliorare anche la propria condizione economica. Un trio di bomber pronti a sedersi di fianco a Ibra. Lo stesso che, magari, hanno visto da sempre su un poster o una figurina...