Scandalo Eldense, i due italiani arrestati: "Non c'entriamo nulla"

Alessandro Zanier, portiere italiano dell'Eldense, si discolpa dall'accusa di combine: "Io spesso tra i migliori in campo, sono innocente".

Lo scandalo Eldense si allarga a macchia d'olio, nel vortice anche due italiani. Nobile Capuani e Filippo Di Pierro, però, assicurano che con le presunte combines non hanno alcun tipo di legame.

A 'Cadena Cope' i due arrestati si difendono, a cominciare dal direttore generale: "Chi mi accosta alla mafia, non conosce nè me, nè la mafia - afferma Capuani - Mi avrebbero già arrestato prima, non ho niente a che fare con la criminalità organizzata, lo giuro sui miei figli. Sono qui solo per raccontare la verità".

"Non ho fatto nulla - precisa il dg dell'Eldense - in Italia mi sono sempre occupato del calcio di base e in due anni in Spagna ho ricevuto molti dispiaceri. Sono stato io a dire ai dirigenti che stava succedendo qualcosa di strano, sono il primo a volere che si faccia chiarezza sulle partite".

Sulla stessa lunghezza d'onda il tecnico Di Pierro: "Non so nulla di combine nè di quello di cui si parla. E' un incubo. Sono sicuro di non avere nulla a che fare con questo. Il Filippo che hanno conosciuto a Elda è una persona vera".

L'allenatore, inoltre, è convinto dell'innocenza dell'intera rosa: "Penso che tutti i 20 giocatori dell'Eldense siano puliti. Quelli del Barcellona non hanno rispettato il codice d'onore fra squadre (il riferimento è al 12-0, ndr), i nostri gli chiedevano di fermarsi e gli avversari rispondevano: ci dispiace, non possiamo".

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