Scaroni e il nuovo Milan: "Ridurre gli ingaggi è necessario, su Donnarumma e Ibrahimovic decide Gazidis"

Goal.com

Mentre il campionato si ferma, così come tutto lo sport in generale, Paolo Scaroni prende la palla al balzo per rassicurare i tifosi del Milan sulla bontà della proprietà di Elliott, oltre che a tracciare una linea pessimistica sul futuro prossimo della Serie A.

L'Intervista al 'Corriere della Sera' parte proprio dalla sospensione del campionato.

"Non sono ottimista sulla conclusione del campionato, purtroppo: siamo talmente in tanti coinvolti nel calcio che un rischio di contagio c’è, anche se è vero che nessuno è più monitorato dei calciatori. Il governo sta affrontando una situazione mai vista, quindi prima di dare giudizi negativi ci penso dieci volte".

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Poi Scaroni passa al Milan, analizzando l'evoluzione ed il lavoro di Elliott in questi mesi. Da parte sua solo parole al miele.

"Ripercorro un po’ la storia di Elliott. Si è trovato proprietario in una situazione in cui non c’era la liquidità per iscriversi al campionato, ha messo in sicurezza il club, ha assunto un manager di profilo internazionale come Gazidis, ha investito 250 milioni sul mercato, ha lanciato il progetto stadio. Gli sforzi compiuti non sono proporzionati ai risultati, però Elliott ce l’ha messa tutta. Gazidis è un professionista assoluto, ho fiducia che nel tempo la sua attività verrà ricompensata".

Sulla situazione di squadra e sulla strategia da usare per il futuro, anche per due assi come Ibrahimovic e Donnarumma, il presidente del Milan non si nasconde.

"La strategia resta quella di ridurre gli ingaggi? Non è una strategia, è una necessità. Donnarumma e Ibrahimovic possono essere due eccezioni? Amo da matti Ibrahimovic e Donnarumma, ma se sono due eccezioni lo decide Gazidis".

Infine Scaroni chiude con un commento sulla figura di Maldini, e spera che possa restare al Milan.

"Mi auguro che Maldini resti. Detto tutto questo, da uomo d’azienda, le dico che quando dei dirigenti vogliono fare un’intervista devono concordarla, uno non può alzarsi e esprimersi in libertà, perché acuisce la confusione. Vale anche per me, che sono il presidente: concertare l’immagine della società è necessario".

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