Sconcerti a CM: 'Juve inallenabile, non è una squadra e senza CR7 è solo più debole. Come è cambiata la Serie A...'

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Sconcerti, che succede alla Juventus? «Sarri due anni fa disse che la Juve era una squadra «inallenabile» e credo che questo valga anche oggi. Scusa, ma l'ha detto anche Chiellini: non è squadra»

Qual è il problema? «Ce ne sono tanti, e non è vero - per esempio - che manca un regista. Contro l’Empoli Allegri ha giocato con due registi, Bentancur e Danilo; così gioca anche l’Inghilterra, per dire. Voglio dire che non c'è un problema tecnico, ma un disagio complessivo».

In che senso? «E’ il disagio che si avvertiva nella Juve di Pirlo, lo stesso che oggi attanaglia la Juve di Allegri. Non c’è famiglia, e quando non c’è famiglia allora non c’è squadra».

Ora scopriamo che Cristiano Ronaldo ha coperto molte magagne. «Guarda, l'avvio ruvido di Cristiano Ronaldo, al limite della buona educazione, non toglie nulla al suo straordinario rendimento. Parliamo di un attaccante che ha segnato 101 gol in 134 partite. Sai qual è l'errore dei giocatori della Juve?»

Quale? «Pensare che la responsabilità che si prendeva Cristiano ora si possa dividere tra di loro. Ma se tutti sono responsabili allora nessuno è davvero responsabile».

E comunque la Juve con Cristiano l'anno scorso è arrivata quarta. «Appunto, togli Ronaldo a questa squadra e avrai una Juve più debole, mi sembra logico».

Cosa ci hanno detto queste due prime giornate? «Che la differenza tra le piccole e le grandi è aumentate. L'inizio del campionato, fino a un paio d'anni fa, era un buon periodo per le piccole, che riuscivano a strappare punti anche alle grandi. Ora, se escludiamo il crollo della Juve con l'Empoli, la Lazio ha fatto sei gol allo Spezia e tre allo stesso Empoli, Milan e Roma quattro a Cagliari e Salernitana, l'Inter quattro al Genoa e tre al Verona».

Intanto è tornato il pubblico negli stadi. Una parte almeno. «E questo può essere un fattore, ma è ancora presto per dirlo».

Come valuti l'impatto di Mourinho? «A Roma sento dire che è il 12° giocatore. E’ una considerazione sbagliata».

Perché? «Perché Mourinho è il primo giocatore della Roma, il suo matto è stato immediato, e questo è incredibile. E guarda che la Roma è la stessa dell'anno scorso, con Abraham al posto di Dzeko. Per questo Mourinho è il 1° giocatore della Roma, nessuno come lui riesce a migliorare i giocatori, li fa crescere, guarda Pellegrini: oggi è il miglior 10 d’Italia. Con Cristante e Veretout forma un gran bel centrocampo, tra l’altro Cristante è una creazione di Mancini. Comunque: Mou non ha grandi soluzioni tattiche, ma porta i giocatori ad un livello più alto».

E Abraham ti piace? «Contro la Salernitana ha segnato un gol alla Batistuta, ma il suo avversario era a tre metri. Valutiamolo con calma e anche per la Roma, aspettiamo, perché l'anno scorso fece 0-0 a Verona nella partita poi persa a tavolino, pareggiò bene con la Juve e poi vinse 5 partite su 6, pareggiando col Milan. Insomma, dopo 8 giornate la Roma di Fonseca aveva 17 punti, poi vennero gli scontri diretti e scoprimmo la reale dimensione della squadra».

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