Sconfitta a tavolino e penalizzazione per i partenopei

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napoli de laurentiis
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La Corte di Appello si è espressa martedì 10 novembre sul caso relativo a Juventus-Napoli. Il patron dei partenopei, Aurelio De Laurentiis, aveva presentato ricorso per la sentenza del giudice sportivo, che condannava gli azzurri alla sconfitta a tavolino e a un punto di penalizzazione per non essersi presentati allo Stadium. La società si era detta impossibilitata a spostarsi a causa di un divieto della Asl, in quanto alcuni giocatori erano risultati positivi al Coronavirus. Il giudice, tuttavia, non ritiene che i motivi fossero realmente invalidanti.

Il caso Juventus-Napoli

Juventus-Napoli, gara valida per la terza giornata di Serie A, sarebbe dovuta andare in scena lo scorso 10 ottobre. La squadra di Rino Gattuso, tuttavia, non si è mai recata allo Stadium poiché la Asl locale le aveva imposto di rispettare l’isolamento domiciliare a seguito della positività al tampone di alcuni giocatori. In base al protocollo sanitario della FIGC, tuttavia, i giocatori negativi sarebbero ugualmente dovuti scendere in campo, in virtù del fatto che almeno 13 erano a disposizione. Ciò non è avvenuto e il giudice sportivo ha decretato la vittoria a tavolino per il club di Torino, nonché un punto di penalizzazione ai partenopei per non essersi presentati.

Aurelio De Laurentiis ha dunque presentato il ricorso alla Corte d’Appello, che è stato tuttavia rigettato.

La sentenza della Corte d’Appello

La Corte d’Appello ha confermato la sconfitta a tavolino e la penalizzazione ai danni del Napoli perché “contrariamente a quanto sostenuto in ricorso, la società non si è trovata affatto nella impossibilità oggettiva di disputare il predetto incontro, avendo, invece, indirizzato, in modo volontario e preordinato, la propria condotta nei giorni antecedenti all’incontro nel senso di non disputare lo stesso, con palese violazione dei fondamentali principi sui quali si basa l’ordinamento sportivo, ovvero la lealtà, la correttezza e la probità”.

“Il fine ultimo dell’ordinamento sportivo – si legge nella sentenza – è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo. Tale principio non risulta essere stato rispettato, nel caso di specie, dalla Società ricorrente, il cui comportamento nei giorni antecedenti quello in cui era prevista la disputa dell’incontro di calcio Juventus-Napoli, risulta, per come si avrà modo di evidenziare più avanti, teso a precostituirsi, per così dire, un “alibi” per non giocare quella partita”.

Si conclude, dunque, con l’accusa ai vertici del Napoli: “La Corte ritiene a mancata disputa non sia dipesa da una causa di forza maggiore, o addirittura dal c.d. “factum principis”, come invocato dal Napoli, bensì da una scelta volontaria, se non addirittura preordinata, della Società ricorrente”.