Se ne va la voce della Canzone Viola: addio a Narciso Parigi, Firenze perde un simbolo

Matteo Baldini
90min

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Il legame di un tifoso con la propria squadra passa anche, soprattutto, dal riconoscimento in tratti di identità, di appartenenza. Tratti viscerali, che non si possono cambiare al di là della logica o della convenienza di un risultato: la maglia, il simbolo, l'inno. 

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E c'è forse un inno che più di altri riesce a rimandare a un calcio lontano, diverso da quello di oggi: fuori dalla nostalgia e dal "si stava meglio quando si stava peggio" resta il fascino dovuto a qualcosa di lontano nel tempo. "Garrisca al vento il labaro viola...", si canta al Franchi prima di ogni partita: la "Canzone Viola", questo il titolo dell'inno della ​Fiorentina, ha perso il suo interprete. Se n'è andato Narciso Parigi, all'età di 92 anni: un vero simbolo per Firenze, un pezzo di storia e un esempio di appartenenza in cui i tifosi viola si riconoscono. Un uomo capace di trasmettere valori importanti anche al di là del tifo, facendosi voler bene dalla piazza e non mancando mai di "mescolarsi" al popolo viola, anche in Curva Fiesole.


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Narciso Parigi
Narciso Parigi

Se ne va un simbolo di Firenze, uno degli interpreti italiani più celebri degli anni '50 e, di fatto, un narratore della fiorentinità, capace di raccontare il capoluogo toscano a chi lo vive dall'interno oppure da lontano. A più riprese, come in altre piazze italiane, si è ipotizzato un possibile cambio di inno, per stare al passo coi tempi, ma la Canzone Viola si è rivelata senza tempo e i tifosi hanno continuato a sentirla propria, difendendola. Da oggi poi, senza Narciso, l'inno viene consegnato ancor di più alla storia indelebile della Fiorentina, nell'ora di sconforto e di vittoria.

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