Sensi all'Inter è in bilico: sei partite per convincere, pronte due pretendenti

Omar Abo Arab
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Ancora un'annata segnata dagli infortuni per Stefano Sensi, arrivato all'Inter la scorsa stagione dopo un investimento pesante e subito protagonista di un grande avvio sotto la guida di Antonio Conte, salvo poi doversi arrendere ad una serie impressionante di problemi fisici che lo hanno tolto dai giochi per troppo tempo.

Stefano Sensi | Alessandro Sabattini/Getty Images
Stefano Sensi | Alessandro Sabattini/Getty Images

In questa stagione Sensi, dopo aver recuperato dagli infortuni, si è affacciato anche nella Nazionale di Roberto Mancini con un paio di buone prestazioni, fino ad arrivare ad una maglia da titolare contro il Cagliari. Ma le gerarchie nel centrocampo di Antonio Conte, lanciato verso lo scudetto, sono cambiate, con l'ex Sassuolo ormai dietro a Barella, Eriksen, Brozovic, Vidal e forse pure Gagliardini. A Sensi, ora, restano le ultime sei gare di campionato per provare a sovvertire un bilancio che, fino ad ora, si è rivelato deludente. Anche in vista del prossimo meeting di mercato in cui la dirigenza definirà le strategie per la stagione che verrà.

Se Stefano Sensi non dovesse convincere allenatore e dirigenza potrebbe lasciare Appiano Gentile per una cifra non inferiore ai 20 milioni (gli stessi pagati al Sassuolo per acquistarlo): su di lui ci sono gli occhi di Monchi e Daniele Pradè, rispettivamente direttori sportivi di Siviglia e Fiorentina. Sensi sarebbe felice di rimanere, ma la permanenza dovrà conquistarsela sul campo. Con poche gare a disposizione.

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