Serie A, i bomber sono tornati: Dzeko, Immobile, Icardi, Belotti, Higuain e Mertens record

Sempre meno, sempre più rari. Si contavano sulle dita di una mano fino all'estate 2016, queste creature leggendarie scomparse dal panorama calcistico. Gli dei del goal, ora, sono tornati. Non solo Cristiano Ronaldo, Lewandowski, Messi e Suarez, ma finalmente anche protagonisti italiani e non, della Serie A. Il desiderio di ogni direttore sportivo, amministratore delegato e presidente si è tramutato in realtà: eccoli, all'orizzonte, gli atleti da venti goal, rapaci, felini, torri e velocisti, vecchi e nuovi interpreti del goal. Come unico fine.

Un giocatore da venti goal: questo serve e servirà, tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Nella Serie A 2016/2017 sono già cinque ad aver toccato la magica quota che porta dall'aggettivo di buona (intesa come stagione) a straordinaria: provengono da quattro big su cinque, con l'ultimo che difficilmente rimarrà nell'attuale squadra, comunque appena dietro lo status di grande, di cui ha fatto parte a più riprese in passato. Edin, Ciro, Mauro, Gonzalo, Dries e Andrea: fuoco alle polveri, reti bucate, allenatori e fantallenatori in visibilio.

Il penultimo ad arrivare a quota venti è stato colui che in teoria avrebbe dovuto dominare la classifica, in virtù dei 36 centri segnati nella passata annata: alla Juventus difficilmente raggiungerà una tale cifra considerando le sette giornate al termine, ma ha comunque scavalcato i Tevez, gli Inzaghi e quasi tutti i Trezeguet passati in maglia bianconera.

Higuain , mister 90 milioni, è un rapace d'area, agile nonostante qualche contestato kilo di troppo. Per completare un grande attacco serviva lui, l'uomo da venti, hard rock. Senza dover tirare rigori è già a ventitre, tutti conservati per il campionato, dove viaggia a ritmi ben diversi rispetto alla Champions.

Higuain Juventus Serie A

Uomo da venti è diventato magicamente anche Dzeko , che in stagione ha superato addirittura i trenta dopo una prima deludente stagione alla Roma. E' lui a guidare la classifica marcatori, autore di goal che hanno lasciato a bocca aperta detrattori e non. Il tipico lungagnone che mangia grazie alle abilità aeree e alla creazione di spazi per sè e per i compagni, dominante nello stacco: un interprete di musica classica.

A venticinque, insieme al bosniaco, c'è un giovane Vieri, potenza pura, un vero Toro dentro al Torino: Belotti è probabilmente l'attuale giocatore di Serie A che più esalta, tipico centravanti vecchio stampo, furia pronta a sacrificarsi e che trasmette, oltre a quelle mattutine da Gallo, delle chiarissime note metal. E' abnegazione, concentrazione, forza primordiale: se Dzeko  non è per tutti, anche in virtù di una poca precisione in certi frangenti, l'ex Palermo è il calciatore del popolo.

Il più inaspettato giocatore in lotta per la classifica cannonieri è Mertens , folletto nato come falso nove dopo l'infortunio di Milik, innamoratosi del ruolo tanto da voler provare a rimanere centravanti anche nella prossima stagione. Per farlo però, a Napoli o altrove, avrà bisogno di un sistema di gioco ricercato, del jazz che Sarri ha messo in scena nel suo primo biennio azzurro. Sgusciante, tecnico, maestro dell'arte dell'inserimento e della conclusione preziosa, da dentro o da fuori area. A Sassuolo ha raggiunto ventidue marcature: oramai tramutato in bomber, non vuole più abbandonare questa nomea.

Segna sempre, sopratutto in casa, ma i tifosi dell'Inter contestano a Icardi poco cuore e grinta nelle situazioni più difficili per i nerazzurri. Di certo ha un fiuto del goal eccellente, sa smarcarsi, cercare e trovare il goal all'improvviso: se conclude verso la porta è sempre rete, cinico rapper. Ha risposto in maniera pesante a Firenze, dimostrando di esserci anche in trasferta, anche quando tutta la sua squadra si scioglie in maniera esagerata, tra record negativi e numeri terrificante: si è spinto a 24, il suo record personale.

Edin Dzeko Roma Sassuolo Serie A

Alla 33esima giornata ha ottenuto il tanto agognato numero venti anche Ciro Immobile. Minuto 8, minuto 9, Lazio devastante contro il Palermo grazie al colpaccio estivo. A Roma ha trovato una nuova Torino, nelle grandi città italiane si esalta. E' completo, grande finalizzatore con entrambi i piedi, sempre pronto al colpo di testa e all'inserimento letale. A volte senza essere troppo bello da vedere, come nel punk.

Era da tempo immemore che sei giocatori non arrivavano a quota venti nello stesso campionato di Serie A, figurarsi a cinque giornate dal termine. Eccezionalità in un torneo italiano che solo ultimamente sta scoprendo la gioia della alta media reti tanto cara alla Bundesliga. Due, tre di norma, ma per arrivare ad almeno cinque giocatori a venti bisogna indietreggiare fino al polemico anno 1997/1998, quando furono proprio sei, tra l'altro con 34 e non 38 giornate da disputare.

Vinse Oliver Bierhoff con 27 centri, dominando di pochissimo sul Re dei Re Ronaldo , a 25 goal nel primo glorioso campionato italiano. Sul podio Baggio , con 22 reti e 11 rigori messi a segno, fuori da esso Batistuta e il Campione d'Italia Del Piero con 21 e infine Montella , con 20. Inzaghi vi si avvicinò, concludendo a 18.

Il 1998 sfiorò il traguardo di sette giocatori da venti goal, che raggiunsero la cifra solamente più di quarant'anni prima, nel 1951: in questo arco di tempo, complice anche il torneo a sedici squadre in più annate, il capocannoniere finale raggiungeva cifre relativamente basse, basti pensare ai 15 di Maradona nel 1988, ai 18 di Pulici nel 1975 o ai 15 di Prati nel 1968.

Bomber PS1

Il 1950/1951 è l'anno dei 34 goal di Nordahl , primatista davanti a Nyers, Hansen, Wilkes, Boniperti, Lorenzi e l'altro Hansen , John. Sette sopra diciannove, dato che impallidisce davanti all'anno precendete, che aveva portato Nordahl a 35 realizzazioni, massimo traguardo per un giocatore in un campionato italiano a girone unico: traguardo superato dall'illegale Higuain di Sarri. Nell'estate del 1950, con un torneo a venti squadre, finirono dietro 'Il Pompiere' i vari Nyers, Hansen, Santos, Galassi, Boniperti, Burini, Amadei e Bassetto. Nove, come il ruolo dei ruoli per chi doveva, e deve, trovare la via del goal.

Il ruolo si è evoluto nelle maniere più disparate e la classifica marcatori 2016/2017 ne è la dimostrazione: se Kalinic, Insigne, Bacca, Borriello e Gomez stanno spingendo per entrare nella storia, sopra la fatidica cifra sono giunti cinici, scugnizzi, veloci, rapaci, aironi e panzer. Ognuno di loro suona una melodia diversa, ognuno è merce rara. Fortuna di alcuni, terrore di altri.

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