Serie A verso la ripresa, apertura anche sulla quarantena individuale

Goal.com

Nuovi spiragli di luce per la Serie A nonostante i tanti dubbi che ancora oggi caratterizzano alcune componenti decisive per la ripartenza: a partire dal protocollo di sicurezza in un primo momento accettato dalla FIGC e successivamente ripudiato, la cui validità è stata messa in forte discussione dall'azione 'rivoltosa' intrapresa dall'Inter (nella persona di Giuseppe Marotta) e da altre società che ritengono di non poter garantire il maxi-ritiro di due settimane previsto a partire dalla ripresa degli allenamenti collettivi.

Sedute che saranno regolate dal nuovo Decreto in uscita nelle prossime ore e che sarà presentato in serata dal Premier Conte, intervento utile per fare chiarezza su molte tematiche che interessano da vicino il mondo del calcio: da parte del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, intanto è arrivata una rassicurazione parziale ai microfoni di 'Stasera Italia' in onda su 'Rete 4', ai quali ha spiegato come l'isolamento iniziale possa anche non esserci per venire incontro a quei club che non dispongono di strutture adeguate per lo scopo.

"Oggi (ieri, ndr), con mia grande sorpresa, abbiamo capito che la Lega ha delle difficoltà ad attuare il protocollo proposto, ma è una cosa che ci hanno proposto loro. Lunedì ripartono gli sport di squadra, gli atleti possono allenarsi ma distanziati. Se la FIGC ritiene che non ci siano le condizioni per l'autoisolamento, che vengano adottate le regole degli altri sport di squadra. L'autoisolamento può anche non esserci, per noi non è un problema".

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Un altro punto che crea preoccupazioni al sistema calcio italiano è quello relativo alla responsabilità penale dei medici, argomento di discussione che ha causato la minaccia di dimissioni di gran parte delle figure interessate, per nulla disposte a rischiare dal punto di vista professionale qualora nel club di appartenenza si dovessero verificare dei contagi. A tal proposito, il presidente federale Gabriele Gravina ha provato a fare chiarezza a 'Rai 2' su un tema spinoso e borderline, cercando di limitare al massimo questa responsabilità attribuita ai medici e circoscrivendola solo a casi di natura particolarmente grave.

"La responsabilità attribuita ai medici è un tema delicato, ma qui l'Inail ha già chiarito che la responsabilità esiste solo in caso di dolo o colpa grave".

Erano tre le questioni che non convincevano totalmente la FIGC e le società: se per l'isolamento e per la responsabilità medica sono arrivate delle rassicurazioni abbastanza decise, i dubbi permangono invece in relazione alla quarantena stabilita in caso di una nuova positività rilevata all'interno di un club, che dovrebbe essere osservata dall'intera squadra e non solo dal contagiato, come sta avvenendo in Germania. Un timore fondato ed esplicitato dallo stesso Gravina.

"Ciò che ci preoccupa, e lo abbiamo esposto al ministro Spadafora, è il provvedimento della quarantena obbligatoria per l'intera squadra qualora ci fosse un caso di positività. E' un problema che stiamo affrontando con determinazione e attenzione per evitare che possa generarsi tensione e che la partenza del campionato si blocchi".

Tuttavia, anche su questo punto le ultime parole del Ministro sembrano contenere un'apertura a rivedere il protocollo.

"Dobbiamo valutare l’evoluzione della situazione nei prossimi 10 giorni, quelli successivi alla vera riapertura. Se la curva dei contagi ce lo consentirà, massima disponibilità a rivedere in maniera meno stringente anche questa regola. Da parte nostra, nessuno ostruzionismo e nessuna volontà di creare difficoltà. Se tutto procederà non vedo perché il 13 giugno non si debba ripartire",

Ma con quale modalità ripartirebbe la Serie A a giugno? Gravina non ha escluso a priori il completamento della stagione attraverso la soluzione, più spettacolare, dei playoff che accorcerebbe drasticamente i tempi permettendo a squadre e giocatori di concludere celermente il campionato per poi concentrarsi totalmente su quello successivo.

"C'è l'idea non ancora accantonata di concludere la Serie A con i playoff: la possibilità che il 13 giugno si riprenda con un calendario ricco di impegni è enorme e noi dobbiamo essere pronti a tutto, quindi valutiamo anche modalità diverse per chiudere il campionato 2019/20".

Insomma, l'incertezza regna sovrana e molti dubbi - si spera - verranno spazzati via soltanto nei prossimi giorni con la stesura completa del Decreto rilancio e il possibile accordo tra la FIGC e il Governo sulla nuova revisione del protocollo, che darebbe finalmente il via libera eliminando tutte quelle perplessità che da giorni sono una triste costante del movimento nostrano.

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