Shevchenko: "Bello vedere che il Milan è tornato. Ora sono tutti uniti"

Stefano Bertocchi
·2 minuto per la lettura

Andriy Shevchenko, leggendario ex attaccante del Milan, è il protagonista di una lunga intervista a tinte rossonere tra le pagine de La Gazzetta dello Sport.

Questa sera il Milan di Maldini contro il Napoli di Gattuso:
"Paolo è quasi un fratello e il Milan è il Milan, ma sono affezionato a Rino, che sta facendo un bel percorso da allenatore”.

Sheva e Maldini in rossonero | GIUSEPPE CACACE/Getty Images
Sheva e Maldini in rossonero | GIUSEPPE CACACE/Getty Images

Si aspettava che diventasse un leader in panchina?
"Certe cose le hai nel Dna. Lui ha un suo stile e ha lavorato tanto per fare carriera. Ha fatto esperienze diverse, non si è mai tirato indietro. Va apprezzato anche per questo".

Anche Maldini come dirigente è cresciuto.
"Paolo sta facendo un grande lavoro, come tutto il Milan. Dirigenza, proprietà, allenatore, giocatori: c’è un bel progetto e sono tutti uniti. Ma non avevo dubbi che con il tempo i risultati sarebbero arrivati, il disegno era chiaro. Il Milan sta facendo un grandissimo campionato e deve mantenere grandi ambizioni".

Intanto anche a Manchester in Europa League ha ricevuto tanti elogi. Sorpreso?
"No, e non sono sorpreso neppure di quello che il Milan sta facendo in Italia. Pioli guida la squadra con serietà e tante buone idee".

C’erano tanti assenti nel Milan a Old Trafford ma anche nello United. Come pensa che finirà adesso? Qualificazione vicina?
"Ci sono buone possibilità, la squadra mi pare umile e concentrata. Comunque vada, e nessuno ha la palla di cristallo per prevedere il futuro, bisogna riconoscere che il Milan ha giocato a testa alta. Si è guadagnato complimenti dai media inglesi e non è un risultato da poco: il Milan dei giovani ha giocato da grande squadra. Credo che in Europa tutti si aspettino dal Milan questo atteggiamento propositivo, questa personalità. È bello vedere che il Milan è tornato".

Shevchenko | RONNY HARTMANN/Getty Images
Shevchenko | RONNY HARTMANN/Getty Images

Lei a Manchester ha vinto una Champions non banale.
"Continuo a considerare quel rigore il mio gol più importante".

Nelle statistiche non è contemplato, come tutti i rigori delle sequenze finali.
"Le statistiche non sono il sale del calcio".

Anche senza pubblico, Rino si emozionerà alla prima da allenatore avversario a San Siro contro il Milan?
"Credo che saprà tenere a bada le sensazioni. Il Milan è la sua storia, un bel pezzo della sua storia, come della mia, ma poi ognuno fa la sua strada".

A proposito di strade, sa che Zlatan Ibrahimovic potrebbe tornare in nazionale? Lei da giocatore lo ha incrociato e battuto con la nazionale a Euro 2016.
"Se ritorna è un bene per la Svezia e per tutto il calcio europeo. Per uno come Ibrahimovic, se sta bene ed è motivato, il posto si trova sempre. E giustamente".

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