Si vive insieme, si muore soli: esultanze solitarie o collettive che dicono tanto

·3 minuto per la lettura

In Francia, come logico che sia, già da ore saranno partite le riflessioni sui perché di un'eliminazione che fa male: la corazzata di Deschamps, quasi all'unanimità dotata dei crismi della favorita per il successo finale a Euro 2020, si è vista estromettere già alla prima sfida a eliminazione diretta da una Svizzera che, alla luce di quanto visto in campo, non ha raccolto nulla di più di quanto meritasse. E dunque, come accade in questi casi, le disamine tattiche si susseguiranno, si avvicenderanno con le critiche a Deschamps per questo o quel cambio, si uniranno agli appunti mossi sulla scelta dei rigoristi e sul loro ordine.

Mbappé dopo l'errore decisivo | Marcio Machado/Getty Images
Mbappé dopo l'errore decisivo | Marcio Machado/Getty Images

Qualcuno, senz'altro, arriverà anche a riflettere sulla coesione del gruppo e lo farà contando il numero di volte che questo o quel campione ha passato il pallone al compagno o pensando a qualche dichiarazione a mezza bocca in conferenza stampa, a interviste piene di veleno: obiettivo centrato, sì, ma punto di vista da rivedere. Se De Gregori, pensando alla triste ipotesi di un rigore sbagliato, sottolineava come non sia "da questi particolari che si giudica un giocatore" lo faceva di certo con cognizione di causa: ci sono altri dettagli, altri particolari, che percorrono una partita e un intero torneo e che raccontano tanto, forse persino di più di un passaggio sbagliato, di un autogol inspiegabile o di una marcatura persa distrattamente. Proviamo, per esempio, a osservare il modo in cui i calciatori francesi nel corso di questo Europeo per loro nefasto hanno esultato dopo un gol e prendiamo in esame due stelle del calibro di Griezmann e Pogba, due su cui in pochi avrebbero da muovere critiche sul piano della tecnica e della classe.

Il primo, in gol contro l'Ungheria per il definitivo 1-1, si è diretto in fretta e furia verso i tifosi e ha iniziato a sculettare per poi correre a centrocampo, ovviamente con l'intento di provare a ribaltare il risultato. Ancor più lampante il caso di Paul Pogba: l'ex bianconero ha realizzato uno dei gol più belli dell'Europeo, un gol potenzialmente letale per le speranze della Svizzera, facendo partire un magnifico destro dalla distanza, senza lasciare scampo a Sommer. Appena il pallone si è infilato in rete Pogba è rimasto immobile per una ventina di minuti, ha aspettato qualche compagno e si è lanciato in una danza solitaria proseguita all'incirca fino alla metà dei supplementari (considerando che intanto la Svizzera è andata per due volte in gol).

Esultanza azzurra | FRANK AUGSTEIN/Getty Images
Esultanza azzurra | FRANK AUGSTEIN/Getty Images

Riflettiamo, per un semplice confronto, su altre esultanze viste agli Europei: corse fuori controllo verso i tifosi, scivolate sulle ginocchia verso la bandierina, abbracci e pacche di complicità coi compagni di squadra. Ben poco di solitario, poca ostentazione e tanta gioia. Da un lato chi esulta compiacendosi in un trionfo solitario, proiettandosi già prematuramente sul prossimo avversario da battere in scioltezza, dall'altra parte un'esaltazione del gruppo, il gol come "nostro" e non come "mio", nella consapevolezza che perlopiù si sopravvive insieme e da soli si muore.

Segui 90min su Instagram e Twitch!

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli