Simeone e un bacio... da Champions, il destino in un tatuaggio: 'Era la mia ossessione'

Aveva 14 anni il Cholito Simeone, quando si è tatuato il logo della Champions League sul braccio, vicino al polso. Sognava di giocare almeno un minuto in carriera nella competizione, gliene sono bastati tre per fare il primo gol: "Speravo di segnare per poter baciare il tatuaggio". Un momento che aspettava da 13 anni. Al 41' di Napoli-Liverpool entra in campo, al 44' la butta dentro. Lì, al Maradona. In una notte da sogno per la squadra di Spalletti.

L'INCROCIO - Il Cholito segna e non ci crede, mani nei capelli: "Ma l'ho fatto davvero?!". Unbelievable. Sorride, festeggia, piange e bacia il tatuaggio. Quel giorno, ad accompagnarlo c'era mamma Carolina, con Diego contrario e scuoteva la testa: "Papà non voleva" racconta il Cholito a Dazn. Ma dentro di sé sapeva che prima o poi il figlio avrebbe baciato quel logo. E' successo proprio nella sera in cui l'Atletico del padre ha vinto col Porto al minuto 101. Storie del destino, al quale Giovanni non ha mai smesso di credere: "Volevo arrivare a tutti i costi in Champions, ero ossessionato".

IN RAMPA DI LANCIO - Un chiodo fisso trasformato in sogno realizzato. Il Cholito segna in Champions e guarda avanti, perché l'infortunio muscolare di Osimhen gli apre le porte già per la prossima gara contro lo Spezia (sabato alle 15). Sarebbe il debutto da titolare con la maglia del Napoli; poi, c'è il Milan. Un altro big match, un'altra notte per brillare. Simeone accende i motori, aspettando il prossimo bacio in Champions.