Sirigu sbotta: "Campo pessimo, guardo per terra e non capisco cosa mi faccia andare avanti"

Salvatore Sirigu non ci sta: "Nessuno ne parla, ma abbiamo un campo su cui non è possibile giocare. I tifosi? Bisogna essere uniti".
Salvatore Sirigu non ci sta: "Nessuno ne parla, ma abbiamo un campo su cui non è possibile giocare. I tifosi? Bisogna essere uniti".

Dopo la vittoria ai rigori contro il Genoa, in Coppa Italia, Salvatore Sirigu ha voluto parlare da Capitano del Torino nelle interviste post-partita. Il suo è stato un vero e proprio 'J'accuse' contro il terreno da gioco dello Stadio Olimpico e contro i tifosi.

"Abbiamo difficoltà oggettive da mesi. Non parlo di cose interne al gruppo. Abbiamo un campo su cui non è possibile giocare, non possiamo effettuare determinate giocate, non ci rende sereni. E poi tutto l’ambiente ci rende nervosi. E’ facile sbagliare. Alcune volte guardo per terra e non capisco cosa mi faccia andare avanti, quale sia la motivazione. Perché se quando giochi hai difficoltà a stoppare il pallone o sai che un tiro può rimbalzare male e ti può passare sotto la mano, è dura. Questo la gente non lo vede, ma è giusto che lo sappia".

Queste le dichiarazioni riportate da 'Tuttosport', che fanno capire tutta la rabbia di Sirigu per il campo casalingo granata. Poi però l'estremo difensore si scaglia anche contro i tifosi.

"Il Torino dev’essere presente. E’ giusto che chi viene allo stadio giudichi l’operato di chi è in campo, ma alcune volte si esagera. L’ambiente non è contento, è ostile. Delle volte ho detto che era giusto ascoltare le critiche. Difatti stiamo cercando di farlo con tutte le nostre forze per riconquistare l’affetto e la fiducia dei tifosi. Ma col Genoa già dopo 10 minuti avvertivamo il malcontento. Lo stadio era vuoto (poco meno di 4 mila spettatori, ndr), però quando sbagliavamo sentivamo i mugugni. Bisogna essere tutti uniti".

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