Skriniar: 'Ecco le differenze tra Conte e Inzaghi. All'Inter sto bene, ma un'esperienza all'estero...'

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Milan Skriniar si racconta. Il 26enne difensore slovacco dell'Inter ha dichiarato al Corriere della Sera: "Una nuova esperienza all’estero non è mai male, ma all’Inter e a Milano sto bene. Non penso di andare via, sono contento. Però non si sa mai che succede. Di rinnovo non ne stiamo ancora parlando, ho il contratto fino al 2023".

"Sono arrivato alla Sampdoria per 1 milione di euro e sono passato all'Inter per 34 milioni, mi aspettavo di vincere lo scudetto? Ci speravo. Sapevo di venire in club storico, anche se era in difficoltà. C’era Spalletti e voleva puntare più in alto. Passare dalla difesa a quattro a quella a tre è stato difficile, non ci avevo mai giocato e faticavo. Conte è stato bravo, mi spiegava i movimenti anche con i video. E' un martello che ti inculca la mentalità vincente, la assimili pure se non vuoi. Quando siamo usciti dalla Champions è stato brutto. Però alla fine ci aiutato a vincere lo scudetto. L’eliminazione ci ha unito e messo dentro un grande senso di rivincita. Inzaghi è come un compagno di squadra: ci capisce, ci parla, scherza e ride con noi. Con Conte si scherzava sì, ma di più quando avevamo già vinto lo scudetto. Ora ci sentiamo più liberi, si vede in campo: come terzo di difesa mi trovo anche in attacco. Inter favorita per il titolo? Penso di sì. Passa tanto dal gruppo, noi siamo uniti".

"L'attaccante più difficile da marcare? Lukaku, per fortuna mi toccava solo in allenamento. È grosso, veloce, completo: non ce n’è un altro così forte e rapido. Dzeko era tosto, difende palla benissimo. Suarez e Benzema, due diavoli. Adesso affronto più esterni: Vinicius, Hazard. In Italia mi viene in mente Chiesa. Poi Messi e Ronaldo sono il top, i più forti di tutti. Li studio, guardo video, parlo con i compagni per capire movimenti e finte, ma sono così bravi che possono sempre fregarti con un mossa".

"Gli addii di Lukaku e Hakimi? Se ne parlava. Hakimi non ha neanche ricominciato con noi. Lukaku ce lo diceva che se ci fosse stata la possibilità sarebbe partito. Poi la società ha preso ottimi giocatori". "Eriksen? Ero all’Europeo. Guardavamo la tv, il telecronista parlava russo, non capivo nulla, vedevo un giocatore a terra. Poi dall’Inter mi hanno tranquillizzato. Facciamo un lavoro bellissimo, siamo pagati bene, ma la vita è una. Ci ho riflettuto tanto, ma non voglio pensare che potrebbe succedermi una cosa simile".

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