Sorrentino: "La Nazionale è il sogno di tutti. Donnarumma, Immobile e Belotti possono essere decisivi"

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Esclusiva - Gli Occhi della Tigre, i guanti colorati e il sorriso di chi sapeva ogni domenica di aver realizzato il proprio sogno di gioventù. Anche se la storia di Stefano Sorrentino poteva sembrare già scritta, visto che ha iniziato a dare i primi calci al Cibali di Catania mentre papà Roberto difendeva la porta dei rossazzurri, l'ex portiere di Chievo, Palermo e Torino, si è conquistato il proprio posto nel calcio che conta a suon di parate e sacrifici:

"Possiamo tranquillamente dire che non è che mi hanno svegliato una mattina e mi hanno portato a giocare a San Siro, per arrivare fin lì ho dovuto fare tantissimi sacrifici" ,
racconta sorridente ripercorrendo assieme a me il viaggio meraviglioso che lo ha portato a giocare ai massimi livelli fino a 40 anni.

Un giro d'Italia - e non solo - partito da Torino, dove dopo la parentesi bianconera nelle giovanili, esordì in Serie A con la maglia del Torino. Un legame importante quello con i granata, che Sorrentino non ha mai dimenticato: "Il Torino, è stata la mia fortuna. Erano anni complicati perché la società fallì, però da quella Primavera uscimmo, io, Balzaretti, Quagliarella, Pinga. Sono stato vicino al ritorno in granata tante volte, mi sarebbe piaciuto chiudere lì la carriera, ma purtroppo non è stato possibile".

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