Spadafora alla Lega Serie A: "Stop? Ora vede tutelati interessi economici"

Goal.com

Dopo un tira e molla, dietrofront e tante, tantissime polemiche, alla fine la Serie A si è fermata, sospesa anche a porte chiuse fino al prossimo 3 aprile. Dopo il recupero delle gare del 26esimo turno, tra cui Juventus-Inter, niente calcio per alcune settimane.

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora aveva chiesto alla Lega di Serie A di bloccare il campionato dopo un iniziale ok alle porte chiuse, che aveva di fatto portato all'organizzazione per il recupero delle sfide posticipate inizialmente. Stop al calcio dopo domenica 8 marzo, nuovo decreto e stop alle polemiche? Non proprio.

Nella giornata odierna, Spadafora ha parlato su Rai 1, mandando una stilettata alla Lega di Serie A:

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"In Italia molti sport avevano deciso in aotnomia di fermarsi, a loro va il mio ringraziamento. Lo sappiamo, il calcio è un po' un mondo a se', ma è anche una cosa importantissima. C’è stato un momento in cui la Lega di Seria A in particolare avrebbe dovuto assumere una responsabilità che non ha voluto assumere dicendo che era il governo che doveva farlo"

Dunque il ministro tocca la questione economica:

"In realtà poi lo abbiamo fatto, ma perché facendolo noi come governo la Lega vede tutelati i propri interessi economici".

Spadafora avrebbe voluto uno stop della Serie A prima rispetto a quando effettivamente avvenuto:

"Adesso nessuno fa più polemica e meno male vista la situazione, ma anche perchè alcune squadre importanti di Serie A sono in quarantena. Ora annunciano che dalla quarantena stanno raccogliendo fondi per questa emergenza sanitaria, ne siamo felici. Se forse si fossero fermati prima, oggi avrebbero potuto dare questa solidarietà, da questo mondo molto ricco, a tutto il resto dell'Italia. Meglio tardi che mai".

 

 

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