Spalletti, 'sms' alla Roma: "Per contrastare la Juventus serve un programma"

Il pari della Juventus a Napoli ha riacceso le speranze Scudetto della Roma, adesso a -6 dalla vetta e con una trasferta in casa del Bologna da dover affrontare. Con lo scontro diretto all'Olimpico in calendario l'impresa sembra possibile, a patto che la marcia della 'banda' Spalletti non subisca intoppi.

Alla vigilia dell'impegno con i felsinei, ecco le parole del tecnico in conferenza stampa: "Dispiace per l'eliminazione in Coppa, ci siamo detti di essere ancor più professionali. Lavorare col sorriso ma col ghigno, perchè è stata una gara che può disturbare gli equilibri. Ho visto una squadra attenta, vogliosa e determinata".

Guai a snobbare il Bologna: "Donadoni è un professionista serio, loro hanno questa qualità di essere imprevedibili, davanti hanno velocità, potenza e giocatori di qualità. Il Bologna ha vinto due delle ultime tre partite, a Firenze ha perso negli ultimi minuti, ha battuto Sassuolo e Chievo. La classifica li fa giocare senza tensioni, dovremo essere pronti".

Segnali confortanti sul fronte De Rossi: "Ieri la schiena di Daniele è migliorata, oggi diventa un allenamento importante. Se le risposte continuano a essere positive, è chiaro che si prende in considerazione di farlo giocare".

Gerson è finito ai margini del progetto: "Probabilmente ho sbagliato qualcosa, quando uno gioca poco dipende dalla gestione collettiva dove a qualcuno devi togliere qualcosa e a lui l'ho tolto. Non perchè non lo meritasse ma perchè in quel momento gli altri mi sembrava stessero meglio. A fine stagione andrà fatto un ragionamento approfondito e la società lo sa".

PS Spalletti Bologna-Roma

Per Inzaghi la Roma per fatturato è di gran lunga superiore alla Lazio ma è stata eliminata: "Loro sono stati bravi a qualificarsi, non conosco i conti degli altri club, restano 8 gare che determineranno il futuro della nostra squadra dandoci la chance di giocarci qualcosa di importante. Penso a questo, non a ciò che dice Inzaghi".

Nel derby Totti ha giocato solo gli scampoli finali: "Io devo gestire uno spogliatoio, il mio ruolo prevede la possibilità di fare un cambio anche a 10' dal termine. Non voglio gestire la storia di Totti ma il calciatore, cerco di essere il più coerente possibile senza essere disturbato nelle scelte. Francesco resta importante per la storia di questo club".

Sulla rosa considerata 'corta': "Avevamo gli uomini necessari per affrontare ogni competizione, abbiamo sbagliato partite importanti ma è difficile sul lungo tratto trovare periodi dove abbiamo fatto male. Nei momenti cruciali se sono mancati i risultati l'allenatore avrà sbagliato delle scelte, quello che decide è sempre lui e qualche errore è stato commesso e dipende da me. Ci avrei dovuto mettere ancor più peso nel dare motivazioni per queste gare".

L'imperativo di Spalletti è guardare avanti: "C'è rammarico per l'uscita da due competizioni, ma adesso testa al campionato. Bisogna caricare questo momento. Questo è un gruppo di professionisti seri, hanno portato a casa tantissimi risultati, poi è ovvio che la linea sarà marcata dopo queste 8 partite".

"Sono dispiaciuto ma soddisfatto in generale per il modo di venire in campo, su come si ragiona di calcio e proporre spettacolo ai nostri tifosi - conclude il tecnico - E i numeri danno riscontro. Nei miei 18 mesi abbiamo fatto punti importanti rispetto alle altre, però c'è bisogno di un programma se vuoi contendere titoli alla Juventus. Loro hanno un vantaggio, per questo dobbiamo essere bravi a ridurlo e credo che nella mia seconda gestione un po' sia stato fatto".

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