Stadi aperti e aiuti economici, il calcio chiede ancora aiuto al governo: chiesto l'incontro con Vezzali, Draghi e Cts

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Beppe Marotta nella conferenza stampa di presentazione di Simone Inzaghi come nuovo allenatore dell'Inter è stato tanto diretto quanto drammatico: "Solo il nostro club ha perso 100 milioni da introiti da stadio per questa pandemia e se non si dovessero riaprire gli ingressi ai tifosi i problemi potrebbero essere ancora più grandi. Al mondo del calcio italiano servono almeno 2 miliardi di ripianamenti e ricapitalizzazioni". Un grido d'allarme, l'ennesimo, dopo quello del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che sta spingendo l'intero movimento dei club di Serie A a chiedere un confronto diretto con il governo.

RIAPRIRE GLI STADI E RISTORI - Le richieste che i club di Serie A stanno cercando di portare fino al governo sono sostanzialmente due: la prima è la riapertura al 100% degli impianti per le partite. La seconda è quella di ottenere gli stessi ristori previsti per altri settori dell'entertainment come ad esempio il cinema. Finora sono arrivati solo 5 milioni divisi fra 10 club. ​Fanno parte, riporta Gazzetta, dei 35 stanziati per il calcio nel Decreto Sostegni bis, riservati ai club che hanno meno di 100 milioni di mol (margine operativo lordo): in A sono soltanto dieci e presto riceveranno 500 mila euro a testa.

INCONTRO CON DRAGHI, VEZZALI E CTS - Il presidente della Lega Serie A Dal Pino e il presidente della FIGC, Gravina, si sono mossi nelle ultime giornate prima con una lettera vidimata e controfirmata indirizzata al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali. Servirà un incontro anche con i rappresentanti del Cts per studiare la fattibilità delle riaperture degli impianti, ma l'obiettivo, soprattutto per i ristori, resta quello di parlare direttamente con il Premier Draghi.

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