Stendardo racconta l'aggressione al Taranto: "Bombe, spranghe e lame"

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Aggressione senza precedenti quella subita qualche giorno fa dai giocatori del Taranto che hanno dovuto fare i conti con la furia violenta di un gruppo di ultras pugliesi.

A raccontare l'increscioso episodio al sito 'tuttolegapro.com' è direttamente Mariano Stendardo, difensore del Tarano rimasto vittima dell'agguato insieme ai compagni Errico Altobello e Roberto Maurantonio.

"Ciò che è accaduto rappresenta un gesto vile e vergognoso che non ha leso soltanto i diritti di noi calciatori ma ha mortificato e annientato i valori dello sport. Essere stati aggrediti verbalmente e fisicamente, con calci e pugni da personaggi violenti armati di coltelli, spranghe e bombe mi ha davvero spaventato e ha turbato profondamente il mio stato d'animo", spiega Stendardo.

Che poi sottolinea: "Personalmente sono molto deluso per due ragioni: la prima è che siamo stati accusati di aver venduto una partita di calcio e questo è inaccettabile dopo aver dato sempre il massimo in campo con i miei compagni di squadra per il Taranto.

La seconda è che nella vita e nel calcio mai mi era capitato di vivere una situazione del genere ossia quella di subire un'aggressione così violenta senza alcun tipo di tutela e sorveglianza, che non mi ha colpito soltanto fisicamente ma ha leso soprattutto la dignità, la morale e la lealtà di tutti noi calciatori".

Il difensore del Taranto quindi conferma di voler adire le vie legali contro i teppisti: "Lo farò per tutelare la mia persona e la mia famiglia  e affinché sia fatta giustizia per me e per i miei compagni di squadra".

Infine Stendardo passa ai ringraziamenti: "Ho già contattato l'AIC che è intervenuta tempestivamente, ho apprezzato moltissimo la solidarietà del presidente Gravina".

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