Stramaccioni a CM: 'Riparto dal Qatar, mi manda Sneijder. Affronterò Xavi e Blanc, ma dico no ai grandi nomi'

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Dopo la grande esperienza in Iran alla guida dell'Esteghlal, Andrea Stramaccioni prende un volo di sola andata per il Qatar: l'ex allenatore di Inter, Udinese, Sparta Pragra e Panathinaikos (oltre alle giovanili della Roma) ha firmato un contratto biennale con opzione per il terzo anno con l'Al Gharafa, club di Doha che l'anno scorso ha chiuso il campionato al quarto posto. Quella tra Strama e il club qatariota è stata una trattativa lunga che ha rischiato di saltare come vi abbiamo raccontato circa un mese fa, alla fine sono stati sistemati tutti i dettagli e l'allenatore è pronto per iniziare una nuova avventura, come racconta nella nostra intervista.

Qual è la prima cosa che ha pensato appena le è stato proposto di andare ad allenare in Qatar? "Sicuramente mi è rivenuta in mente l'esperienza passata in Iran, grazie alla quale la mia conoscenza del calcio asiatico è aumentata. Aver fatto molto bene lì mi ha dato la possibilità di ricevere le attenzioni di un club storico in una nazione ambiziosa come il Qatar. Far parte di un campionato dove ci sono molti allenatori famosi mi rende orgoglioso".

Per citarne due, nel suo nuovo campionato ci sono anche Xavi e Blanc. "Sono due icone mondiali che hanno scritto pagine di storia del calcio. Due ottimi allenatori che conoscono meglio di me questo campionato, sarà un onore poterli incontrare. Cito anche Sabri Lamouchi, altra conoscenza del calcio italiano che qui sta facendo grandi cose".

Che impressione le ha fatto la città di Doha? "E' ancora presto per avere un'opinione, ma si vede subito che è una città all'avanguardia da tutti i punti di vista: il Qatar è la nazione con il reddito pro capite più alto al mondo, per questo qui c'è un tenore di vita altissimo".

Lei è il primo italiano ad allenare in Qatar. Cosa si aspetta da quest’avventura? "L'Al Gharafa è un club storico che dopo un periodo glorioso deve fare una rifondazione e tornare ai vertici. Lo sceicco è stato chiaro: vuole far crescere la squadra e cercare di migliorare il quarto posto della scorsa stagione. Sono dieci anni che non arriva tra le prime tre: la concorrenza è agguerrita e noi dobbiamo migliorare per ridurre il gap, far crescere i giovani e dare una forte impronta nello spogliatoio".

All'Al Gharafa ha giocato e lavorato anche Wesley Sneijder che lei ha avuto all’Inter. Vi siete sentiti prima della firma sul contratto? "Wesley è un campione straordinario, uno dei più grandi numeri dieci degli ultimi 15 anni e anche una gran persona. Onestamente non ci siamo ancora sentiti, ma penso che lo chiamerò sicuramente per chiedergli qualche consiglio. E spero che torni presto a giocare. So però che ha parlato bene di me allo sceicco, e per questo voglio ringraziarlo".

A che livello è il calcio qatariota? "Al punto più alto mai raggiunto. Il Qatar si è laureato campione d'Asia dopo aver battuto nazionali importanti come Giappone e Iran, ora si prepara al primo Mondiale in Medio Oriente, per la prima volta a metà stagione e in un'unica città: un evento pazzesco".

Giocherete le gare casalinghe al Thani Bin Jassim Stadium, uno degli impianti che ospiterà il Mondiale: come si stanno preparando? "Sì, il nostro stadio sarà uno dei teatri della kermesse. Stiamo parlando di un Paese all'avanguardia, se la Fifa ha designato il Qatar per un Mondiale vuol dire che sarà più che all'altezza".

Ha già incontrato la squadra? "E' appena avvenuta la presentazione alla stampa, domani cominceranno gli allenamenti. Io e il mio staff sappiamo bene che in questi campionati il successo passa dalle prestazioni del giocatori locali".

A proposito di staff: ha portato il suo? "Secondo me in Paesi nuovi con culture diverse dalle proprie è importante trovare il giusto mix e la giusta cooperazione tra il proprio metodo e le abitudini locali, trovando l'equilibrio tra il rispetto e il cambiamento. Omar Danesi sarà al mio fianco come secondo, Sebastian Leto sarà ancora una volta l'assistente tecnico, il prof. Marco Caser avrà la responsabilità della parte atletica; a loro, si aggiungono Yousof Daneshyar direttamente dall'Esteghlal e Domenico Doardo, ex Sunderland, come preparatore dei portieri".

Nella rosa c'è anche il difensore messicano ex Roma Hector Moreno. "E' un giocatore molto forte ed esperto, ma in scadenza di contratto. Non so il club cosa deciderà di fare".

Con il ds Fouad El Fdil che strategia adotterete sul mercato? "Il direttore ha la mentalità e la filosofia olandese ma conosce bene questa realtà. Insieme allo sceicco e alla sua famiglia mi ha fortemente voluto, lo ringrazio di questo e spero di ripagarlo sul campo".

Sta pensando a qualche rinforzo dall’Italia? "In passato il club ha dimostrato di avere la forza per mettere sotto contratto giocatori come Marcel Desailly, Juninho Pernambucano, Harry Kewell e, appunto, Wesley Sneijder. Nulla è precluso, ma per il progetto servono i giocatori giusti, non nomi da copertina".

L’Al-Gharafa la seguiva dal periodo in cui stava raggiungendo grandi risultati in Iran con l’Esteghlal. "Approfitto per ringraziare i tifosi dell'Esteghlal che sono e saranno sempre nel mio cuore! Faccio un grande in bocca al lupo a Farah Majidi e ai suoi ragazzi per l'importante derby di coppa che seguirò con il consueto affetto".

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