Su Repubblica Juventus sotto accusa: 'sta uccidendo il calcio italiano'

Yahoo Sports IT
(foto: LaPresse)
(foto: LaPresse)

Sul quotidiano La Repubblica è comparso un articolo, a firma Angelo Carotenuto, nel quale la Juventus, appena consacratasi vincitrice di Campionato e Coppa Italia, viene accusata di essere l’assassina del calcio italiano. Troppa, secondo l’articolo, l’egemonia esercitata sul campionato, troppe le sette vittorie consecutive che la squadra torinese è riuscita a raggiungere.

Ecco alcuni estratti dell’articolo, che spiegano questa tesi destinata a far discutere. Si legge: “Un istante dopo aver finito di celebrare il settimo scudetto della Juventus, il calcio italiano dovrebbe aprire una riflessione sul senso di questa egemonia senza precedenti, tipica solo dei sistemi sottosviluppati. Non è la serialità delle vittorie a generare intorno a un movimento più interessi, né economici né sentimentali, e una comunità unita dovrebbe prima o poi occuparsene“.

L’analisi continua, spiegando che più che lamentarsi degli errori arbitrali o degli errori di gioventù della Var, le altre squadre e il calcio italiano dovrebbero far quadrato sulle discrepanze economiche attualmente vigenti.

La statistica infatti è impietosa: da quando sono arrivati i milioni delle pay tv (nel 1992), 21 scudetti su 23 sono finiti invariabilmente a Juventus, Inter e Milan, eccezion fatta per uno scudetto ciascuno a Roma e Lazio a cavallo del Giubileo. Nei 23 anni precedenti, a vincere almeno uno scudetto erano state 11 squadre differenti. La tesi è che la Juventus, approfittando della crisi delle milanesi, si è incardinata al centro del sistema, amministrandolo a suo piacimento e con un vantaggio alla base notevole, favorito anche da una gestione delle risorse similare a quello di un’azienda qualunque – cosa rara nel calcio italiano, da sempre legato a presidenze “vulcaniche” e dalla mancanza di prospettiva a lungo termine.

Si legge su Repubblica che in altri campionati c’è comunque un sistema egemonico, a una squadra (Bayern in Germania) o due squadre (Real-Barcellona in Spagna), ma rispetto all’Italia le altre squadre si impegnano a dare il massimo in Europa, vincendo spesso e volentieri. Le squadre europee hanno inoltre un approccio ai soldi differente, con il reinvestimento dei soldi presi dalle paytv per dare spazio alle giovanili piuttosto che al miglioramento strutturale.

In Italia, invece, ci “si dedica alle plusvalenze e si lega alle alleanze giuste che garantiscano la perpetuazione del giochino. Perfino chi trova nelle giovanili un possibile campioncino se ne disfa in un quarto d’ora, senza abbozzare neppure un progetto“.

Ecco infine la tesi più dura sul dominio Juventus: “È quella che si chiamerebbe posizione dominante – secondo alcuni un abuso – esercitata con relazioni senza confronti, con 41 calciatori in prestito tra i professionisti che allargano l’influenza su agenti, procuratori e direttori sportivi, con uno stuolo di suoi ex campioni che parlano all’opinione pubblica dai salotti tv. Non si può certo chiedere alla Juve di partorirsi da sola un’alternativa, ma chi la insegue dovrebbe convincersi che un cacciatore non può sposare gli interessi di una lepre. A sua volta la Juventus non può pensare di stravincere ed essere anche amata. Non giova neppure a lei questa vita da cittadella assediata, questo dover difendere ogni vittoria dal sospetto che un aiuto in un modo o nell’altro a un certo punto arrivi, dovendosi mostrare in pubblico sempre così dura, aggressiva, derisoria. È vero che non ci sono elementi di illecito nel famoso video di Allegri e Tagliavento, ma sarebbe meglio darsi del lei anziché chiamare “Taglia” nei corridoi. Tanta prossimità esibita non è opportuna. Non è solo una ottusa questione di forma ma di trasparenza“.

Si fa alla fine l’esempio della NBA: per riequilibrare il sistema e non lasciare il dominio a una sola squadra, si operano delle scelte a monte che contribuiscono all’incertezza (ad esempio il salary cup, il draft giovanile, i playoff). Del resto, con le regole attuali, non si può obbligare la Juventus a perdere apposta: e questo i vertici del calcio italiano lo sanno benissimo.

Potrebbe interessarti anche...