Suarez e le frasi non proprio italiane: le novità sul test del calciatore

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Luis Suarez
Luis Suarez

Luis Suarez è stato interrogato in merito all’esame sostenuto presso l’Università per Stranieri di Perugia nel mese di settembre. Molti punti oscuri e poco chiari vista l’evidente difficoltà, da parte del calciatore, di parlare la lingua italiana. Nonostante la conoscenza della domande, Suarez avrebbe sbagliato i verbi e allo stesso tempo utilizzato parole non proprio italiane.

L’esame di “italiano” per Suarez

Si va da “bambino porta cocummella” a “mi piace fare bercue”, passando per “Io mi chiamo Luis, sono nato in Salto, Uruguay. Quando avevo sette anni, poi Montevideo da Uruguay”. Il calciatore ha confessato di conoscere le domande prima dell’esame. Un modo non proprio consono di superare un test che mette in luce la situazione dell’ex attaccante del Barcellona.

Per portare a casa una certificazione di livello B1 Suarez avrebbe dovuto fare molto di più, ma evidentemente le regole non sono uguali per tutti. Verbi all’infinito, pur conoscendo le domande, nonché frasi che non sono per nulla esposte nella lingua italiana.

Una farsa

L’attaccante dell’Uruguay all’epoca era ancora un calciatore del Barcellona e stava sostenendo l’esame per approdare successivamente alla Juventus, squadra con cui aveva già un accordo: poi tutto è saltato anche a causa di questi problemi. Adesso si sta cercando di fare luce su un modus operandi che lascia diversi dubbi ancora all’orizzonte. L’unica cosa certa è che questo episodio mostra una condotta poco limpida e trasparente.