Superlega, Giletti: "Farsi dare lezioni di morale da Uefa, il colmo"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·1 minuto per la lettura

"La cosa che mi rammarica di più della vicenda Superlega? E' aver fatto passare Ceferin (il presidente della Uefa, ndr) come eroe supremo della resistenza e baluardo dei piccoli club, quando l'Uefa è un organismo che ha gestito veramente il calcio in modo pessimo, poco trasparente e pieno di scandali. Farsi dare una lezione di morale da Ceferin, ecco, non mi piace, non mi è piaciuto affatto". Dopo il fallimento della Superlega, Massimo Giletti fa, con l'Adnkronos, un'analisi della vicenda del naufragio della competizione calcistica europea.

"Io credo che quando un'idea crolla così velocemente, in soli due giorni, vuol dire che alla base non c'è un'idea industriale -osserva il giornalista, super tifoso juventino- Ma se si muovono dodici club, dodici presidenti di grande qualità come loro, vuol dire che c'è qualcosa che non va, e penso chiamasi disperazione. Siamo arrivati ad un calcio che non è più sostenibile. Ma tu non sei il re, che da ai suoi sudditi regalie varie e tieni il lusso per te", sottolinea Giletti.

"Il lato positivo di aver forzato la mano -rileva il conduttore di Non è l'Arena- è che forse questo costringerà tutti a sedersi a un tavolo". Giletti azzarda poi un consiglio da tifoso: "Do un suggerimento: inizino a pagare meno i giocatori per trovare un equilibrio. Chi pensa soltanto al denaro, vuol dire che non ha idee. Il risultato è fondamentale, ma l'emozione e la bellezza del calcio sono più importanti".